A come amiche

gennaio 20th, 2011 § 7 commenti

Per 3 anni, e più, non ho avuto amiche.

Per diversi motivi le amiche di scuola, dopo una mezza vita passata insieme, non le ho più viste.

In quegli anni alcune volte sentivo la mancanza di un’amicizia femminile.

Dopo quel periodo di amiche ne ho trovate altre.

In questi anni alcune volte mi chiedo come facessi a sentirne la mancanza.

Non è bizzarro tutto ciò?

U come uomini – Il maestro di sci

gennaio 18th, 2011 § 7 commenti

Poi arriva quel messaggio che non ti aspettavi, proprio perché avevi smesso di aspettare, sono passati venti mesi e il modo in cui vi siete salutati era un modo in cui in realtà non vi eravate salutati. Perché le ultime parole erano urlate, perché non c’era stato un ciao, perché la situazione era tesa, perché le ultime parole che ti erano state urlate contro erano “TU NON CAPISCI”.

Sì, io infatti non capivo, non potevo capire. In inglese si dice “in your shoes” per dire “nei tuoi panni”. Anche i bambini devono provare le loro scarpe, solo loro possono dirti, anche quando poco riescono a parlare, se riescono a stare comodi nelle loro scarpe. Non possiamo capire totalmente come si sente una persona dopo aver subito un grande trauma e la verità è anche che io i grandi traumi non riesco a gestirli. Un’altra espressione inglese che mi piace perché rende l’idea è: I can’t handle it. E io non ci sono proprio riuscita. « Leggi il seguito di questo articolo »

U come uomini – Il pilota

gennaio 16th, 2011 § 4 commenti

Stasera viene anche il pilota a cena, ha detto che gli piaci.

Mh.

Non hai reazioni?

In effetti non molte eh? Non lo so, mi è sembrato simpatico, è un bell’uomo, ma non ci avevo pensato…

Mi lasci il tuo numero? Così ti corteggio.

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Appunti contro la singletudine – 3

gennaio 15th, 2011 § 8 commenti

Quanto consigliatomi da un’amica contro la singletudine, qui, sembrerebbe essere in contrasto con quanto affermato in questo simpatico libro:

La verità è che: Non gli piaci abbastanza” – Greg Behrendt e Liz Tuccillo -

dove nel primo capitolo : Se non ti chiede di uscire, non gli piaci abbastanza, recita così:

A noi uomini, di solito, piace andare a caccia. Amiamo la sensazione di non sapere se riusciremo ad avervi o no. E quando ci riusciamo ci sentiamo soddisfatti. Soprattutto se è stata una caccia lunga. Siamo perfettamente al corrente della rivoluzione sessuale. Sappiamo che le donne sono capacissime di governare paesi, dirigere multinazionali e tirare su bambini adorabili. Questo però non cambia la natura degli uomini.

E ancora:

Abbiamo condotto un sondaggio privo di qualsiasi attendibilità scientifica, su un campione di venti amici maschi  (di età compresa tra i 26 e i 45 anni) impegnati in relazioni serie e molto lunghe. In nessuna di queste storie è stata la donna a chiedere all’uomo di uscire. Uno ci ha pure risposto che se fosse stata lei a chiederglielo <non ci sarebbe stato gusto>.

 ….

Terzo Appunto:

3) Offrire un caffè a qualcuno che ti ispira: sì, ma che sia lui a chiederti di uscire.

Appunti contro la singletudine – 2

gennaio 13th, 2011 § 6 commenti

Un’amica consiglia:

“Quello che farei io, passeggiata all’ora di pranzo e…bè per esempio al bar mi avvicinerei e offrirei un caffè ad uno che mi ispira…!”

  

 

Quindi secondo appunto:

2) Offrire un caffè a qualcuno che ti ispira: .

…. :3

‘ste cose bisogna saperle fare, sennò ti impapocchi e fai ‘na figuraccia…

Appunti contro la singletudine – 1

Appunti contro la singletudine – 1

gennaio 10th, 2011 § 7 commenti

Alcune sere fa, conversazione di una coppia:

L’altra sera sono arrivata in camera da letto con il pigiama dentro.

Come il pigiama dentro?

Sì avevo freddo e ho messo la parte sopra del pigiama dentro i pantaloni…

E io gli ho detto: Che cos’è quella cosa?

Ma io avevo freddo…quando pensavo di aver trovato un uomo che mi apprezza per quello che sono, il pigiama era stato sdoganato…

Sì, ma non dentro!

Beh in effetti non è che abbia tutti i torti..il pigiama dentro no…l’ormone poi si adesiva sull’asfalto, chi lo riesce più a staccare?!?

 

Quindi prendo appunti:

I) il pigiama dentro: no.

Rapporti interpersonali – colleghi

gennaio 8th, 2011 § 4 commenti

yves_tanguy_lit bleu 1929

E avrò un carattere di mér.

Ma mér in francese significa mare.

E infatti avrò il carattere del mare, sempre in balia di alte e basse maree, a cambiare per una luna nuova, o piena, o vuota, o mezza.

Che poi anche questa storia se uno vede il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Puoi vederlo come ti pare, sempre mezzo rimane. Non sarebbe meglio tutto intero?

Certo è che mi trovo spesso in balia del moto ondoso del mio umore, basta toccare alcuni tasti per far mutare lo stato, il mare da una tavola può diventare mosso, finanche in burrasca. Oppure tornare alla calma piatta.

Uno di questi tasti è dover tornare, più e più volte a spiegare la mia opinione su un determinato argomento.

Stamattina ero allegra, ero, quindi, nello stato di calma piatta. Come al slito si scherza e si ride con il moi compagnio di stanza, con cui lavoro da 3 anni, e tra queste risate gli dico che sarei andata via prima oggi, dopo pranzo.

E no, mica puoi imbrogliare e andare via prima.

Diceva quello che fa straordinari leggendo i libri o il quotidiano on line - rispondo io. Ma ancora ero in calma piatta.

Poi non venite a lamentarvi tu e quell’altra quando vi fanno le lettere di richiamo.

Ed è in questo momento che la marea inizia un pò ad alzarsi un vento leggero inizia a soffiare, il mare si increspa e le prime ondine iniziano a nascere lungo la linea dell’orizzonte.

Lettera di richiamo? Non ho mai avuto una lettera di richiamo.

Ma quell’altra sì.

??? … ma stai parlando con me.

Tu sei offensiva, mi hai offeso sul mio rendimento lavorativo, mentre la mia era una battuta.

Eolo inizia a soffiare e le increspature a gonfiarsi.

Rendimento lavorativo? Ma chi ne ha parlato? Ho ribattuto con una battuta alla tua battuta (infelice a parer mio e lo sai già).

E da lì la bufera.

Che però vi risparmio, ma il fatto è questo. Ho un contratto per un profìlo che viene chiamato “professionalizzato”, il che prevede la rilevazione della presenza una sola volta al giorno e al mattino. Fine.

Il mio collega ha, invece, la presenza giornaliera scandita da 4 rilevazioni di presenza che comprendono entrata – uscita – pausa pranzo uscita – pausa pranzo entrata.

Ora ciò che io ho già più volte chiarito in passato al mio collega è questo: avendo un contratto differente dal suo, le sue regole non valgono anche per me, ammesso che comunque io commetta alcune irregolarità uscendo prima, facendo una pausa pranzo più lunga, uscendo dopo (e in quel caso nessuno mi paga in più), chi mi deve controllare non è lui, c’è un ufficio del personale apposta o ancor prima il mio responsabile, ed inoltre, per poter sindacare su come gestisco le mie entrate ed uscite dall’ufficio sarebbe necessario essere assolutamente ligi, quindi non dovrebbe far risultare una pausa pranzo di 3 minuti, quando ha fatto una passeggiata di un’ora o è rimasto a chiacchierare al caffè per 40 minuti, o ha fatto 2 ore di straordinario leggendo il giornale o girovagando su internet, o ha lasciato il badge a qualcuno, o…..E gli ho più volte chiesto di non farmi battute su questo…perché poi la marea si alza….

O sbaglio?

La matematica per me è un’opinione

gennaio 3rd, 2011 § 4 commenti

Apparizione di una faccia e di un piatto di frutta - Salvador Dalì

 

Il primo giorno di ritorno in ufficio deve essere di decompressione, per evitare che la ripresa improvvisa e repentina della routine provochi seri danni al nostro organismo.

Così oggi ho fatto ben poco, lavorativamente parlando intendo, per il resto mi sono data da fare, ovviamente di fondamentale importanza le pubbliche relazioni con i colleghi, perché poi, alla fine, gran parte del lavoro non è proprio quello? Secondo me sì. E poi comunque oggi, ma parliamoci chiaro, chi aveva voglia di lavorare? Il mio mezzo responsabile sicuramente no, in effetti non è che gli vada mai molto, alle volte quando si va nella sua stanza per parlargli di qualche faccenda alza gli occhi ti guarda e non ti riconosce, quando poi realizza chi sei il suo sguardo si trasforma, mica vorrai parlarmi di qualche questione lavorativa? No, guarda se  poi è urgente per favore, no, ripassa. Ma tu preso dallo zelo più profondo o dallo spirito di bastian contrario, o dal fatto che il pensiero da dipendente si impossessa di te e cerchi il riscatto, vuoi coinvolgerlo, perchè, insomma, sei o no il mio responsabile?! Quindi se è caratterizzato da questo zelo solitamente, pensa un pò ora che neanche l’epifania, che le feste si porta via, è arrivata.

L’altro mezzo responsabile è in ferie.

Perché mezzi responsabili? Perché da due settimane a questa parte mi hanno spostato al 50% in un altro servizio. Il che vuol dire 50% di lavoro in più, presentato come una grande opportunità di crescita. Che in effetti e per fortuna non è neanche del tutto falso.

Bando alle ciance, altra parte della giornata è stata dedicata ai conti, l’impressione e poi la certezza che la tredicesima è già finita e i saldi devono ancora iniziare. Bè la certezza, questa sinceramente non è che arriva subito, considerato che ogni volta che apro la pagine del mio conto ho sempre un mancamento, il battito del cuore aumenta a dismisura. Signora respiri, fu-fu-fuuuuuu, respiri, fu-fu-fuuuuuu, si faccia coraggio…..non fa male, non fa male! Adrianoooo! Il mio compagno di stanza è pronto con i sali, l’aceto, il corno e pulcinella.

Eh no! Questa spesa non l’ho mica fatta io, te lo avevo detto che le carte di credito le clonano come mosche, eh però io ho l’sms allert e non mi ha avvertito…guarda che io la cambio questa banca, perché la mia banca non è mica differente e io la voglio quella banca, quella differente intendo… dunque, respiro, fu-fu-fuuuuu, mi faccio coraggio, fammi leggere bene, ora guardo il negozio e sicuramente sarà in una zona che non frequento, vedi come li becco…vedi…ve…il negozio, ecco questo negozio…aspè..via Cri…ah, no, anzi sì, questo è il negozio di Carla, sì avevo comprato quel vestitino carino e poi c’era qulla cinta coordinata… vabè sì questa spesa l’ho fatta, mica però è detto che le altre le abbia fatte io…

Come quella volta che apro la pagina e sui movimenti leggo un finanziamentio. IIIIiiiihhhhh e questo?!! COSA SONO QUESTE tot € AL MESE? Oddio oddio, respira, respira…non può essere e come è successo? io non ho chiesto nessun tipo di finanziamento, no, no ora telefono e mi sentono, ma come si fa a dare il consenso per un finanziamento senza sentire il titolare? Pronto, sì, buongiorno, vorrei segnalare un errore sul mio conto corrente…sì…vede c’è questo finanziamento, sì proprio quello….mmm, io mi chiedo come possiate aver consentito questo prelievo automatico sul conto senza la mia autorizzazione, mmmm, sì per favore mi legga tutti i dati, sì..aspetto…sì…….ecco, ah-ah…mmm, ah….ooohhh, sì, il villaggio, sì, l’agenzia di viaggi…ah-ah, credo di ricordare, in effetti…no guardi mi deve scusare, sa con questi finanziamenti che ti permettono di iniziare a pagare dopo alcuni mesi, ecco siamo a novembre, la vacanza era a luglio, insomma mi scusi tanto, ma no si figuri, molto gentile…’rivederci…

Primo anno

gennaio 1st, 2011 § 3 commenti

Ho iniziato questo blog a gennaio del 2010, concludo il mio primo anno con 11.199 visite…

…’Cipicchia a me sembrano proprio tante, non me lo aspettavo!

Grasssiieeee!

:-)

Pillole di ex nel 2010

dicembre 31st, 2010 § 7 commenti

Le Ruban des exces - Yves Tanguy

Il 2010 mi ha portato indietro pillole di storie, e non solo, di alcuni miei ex.

Il politicante, conosciuto perché lavoravamo nella stessa azienda, quasi un anno di storia iniziata dopo un lunghissimo periodo di indecisione da parte mia, dovuta al fatto che lavoravamo insieme. Finita bruscamente, con la scusa (sua) del poco tempo a disposizione a causa dell’impegno politico. Non ha più chiamato, non ha più risposto alle telefonate e ha poi mandto un e-mail per dire che era finita. Fortunatamente nel frattempo ero stata trasferita in altra sede, così la sofferenza degli incontri giornalieri me la sono risparmiata.

Si è ripresentato nella mia vita improvvisamente, così come ne era uscito 5 anni fa. Con curiosità ho ascoltato i racconti della sua ultima storia d’amore, della lei lasciata dopo averla chiesta in sposa, dello stupore di lui quando lei non le ha ridato indietro l’anello. Ho ascoltato le solite storie sul suo impegno politico che già anni fa lo avrebbe dovuto portare in posti che, ad oggi, non ha ancora raggiunto. Ho ascoltato perché, sarà per questo che fa politica, non lascia molto spazio alle parole altrui, e neanche si accorge quando l’interlocutore perde completamente l’interesse. Non si è accorto fino a quando alcuni mesi dopo non è ricomparso con un sms: “sei sparita…non ti sposo più!”.

Ma non avevo mai risposto sì, non solo perché la proposta non è mai arrivata, ma anche perché non avrei mai detto sì…. però lui è ancora convinto di avermelo chiesto.

***

Il sedicente imprenditore, presentatomi da un amico comune, una convivenza di poco meno di un anno, uscito dalla mia vita perché i suoi ritmi non erano uguali ai miei. Certo io lavoravo e lui no, fortunatamente per lui non ne aveva necessità…quindi io, con le mie sveglie troppo presto la mattina, la mia giornata impegnata per circa 8 ore, e tutte la quotidianità comune a tante persone…gli rovinavo la vita. Per questo un giorno se ne è tornato a casa dai suoi.

Ma dopo 4 anni mi vede, suona, frena e fa inversione ad U in mezzo ad una strada piena di traffico, pur di fermarsi vicino al marciapiede dove passeggiavo con il cane, pur di raccontarmi di come è la sua vita matrimoniale, di come è difficile ora con una figlia, che (povera tesora) dopo i vaccini ha avuto tanti problemi di salute. Di come sua moglie vuole ora cambiare casa e che forse è meglio tornare in quella dove abita sua madre e che però dovranno ristrutturarla perché lei, la moglie, ha altri gusti, e che però non sa come potrebbe andare la convivenza con la madre, e che ora non ha più tutto il tempo di prima e che…Ma tu, tu come stai? Bene, sto molto bene. Ah sì?! Eh già!

E dopo alcuni mesi, tramite amici comuni, scopro che solo lui ha traslocato è andato da solo a casa della madre e non vede la figlia da un bel pò. Forse c’era da immaginare un epilogo così da parte di una persona che ha fatto interdire il padre per poter meglio usufruire delle sue risorse economiche e ha anche fatto causa al fratello per farlo ancora meglio…forse…

***

L’architetto, che conoscevo quando ero adolescente e reincontrato per caso è nata una storia, durata pochi mesi.

Lo rivedo dal tabaccaio…dopo 3 anni, mi confessa che in effettti si è comportato male con me e che, sì forse è tardi, però si scusa…ma io, giuro, non mi ricordo affatto come è andata la storia, quindi lo fisso con sguardo assente..perché la mia mente è completamente impegnata ad aprire tutti i cassetti della memoria nella speranza di trovare quello che gli appartiene…Ma nulla, devo averlo svuotato, deve essere entraro di default nello “spam”..quindi rinuncio.. comunque sì è un pò tardi, ma poi alla fine è uguale, tanto non ricordo. E anche lui attacca una solfa sul suo matrimonio che è finito e che lei è andata via di casa, perché il matrimonio è difficile e perché l’amore non basta…e che ora per distrarsi parte e va in montagna con un suo amico e…ma lo hai ancora il casco che ti ho dato? Ah, ecco chi me lo aveva dato!!! Niente arch. te e tutto ciò che ti riguarda è proprio in spam. E il lavoro come va? Bene, benissimo ho cambiato da poco e sono molto soddisfatta. E invece lui ha anche di che lamentarsi sul lavoro…lamentarsi..una cosa me la  sono ricordata sull’arch.: si svegliava la mattina non prima delle 11.00. Già per questo io mi lamenterei ben poco. Comunque scusa arch. ma sono in ritardo, divertiti in montagna.

***

L’ispettore gadget, il P.R., quello che ti accorgi che ti ha rubato il cuore, quello che nonostante siano vividi i ricordi e la sofferenza che ti ha arrecato fare le valigie e andare via da casa sua, nonostante siano ancora vive le ferite che ti hanno provocato le sue parole quando ti ha comunicato che non ti amava più, e che forse non ti ha mai amato…nonostante questo, quando inaspettatamente ti chiama per farti gli auguri senti che il tuo cuore ancora sussulta al suono della sua voce, le mani tremano tenendo in mano il cellulare quando sul display appare il suo nome. E ti rendi conto che ancora gli scampoli del sentimento passato sono presenti nel tuo cuore. Non li sentivi perché si erano rifugiati in un angolo in silenzio, ma vigili, pronti ad uscire al minino segnale.

Ed il segnale è arrivato, una telefonata per gli auguri, forse una scusa per poter chiedere quando ci vediamo. Quando ci vediamo? E non lo so, la settimana sono molto impegnata. Allora ti richiamo magari giovedì, dopo l’ufficio un caffè. E giovedì passa e lui non chiama e mi accorgo di fare caso a questa mancanza. Poi non ci penso e una sera arriva un sms, con allusioni, anche non troppo celate fra le righe, e questo mi manda quasi in tilt, perché vermante pensavo di averlo dimenticato totalmente, o meglio pensavo che i sentimenti si fossero semplicemente trasformati nei loro ricordi…

E allora ho preso il coraggio e all’ennesimo sms allusivo, ho risposto che sarebbe stato meglio non vederci, perché il vederlo avrebbe potuto minare una serenità ormai raggiunta… ma una volta inviato l’sms ovviamente mi pento di esser stata così sincera…infatti arriva la risposta:

Hi Hi Hi, sono una bomba! Va bene come vuoi tu.

‘azzo ridi?!?

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