A come Amicizia – Amiche – Alfaprivata #3 -Laregina

Metti che sei contenta, dopo tanto tempo, di aver trovato un’amica con la quale ti sembra di andare d’accordo, con la quale c’è sintonia.

Metti che, però, vi conoscete da poco.

Metti che una sera andate a bervi una cosa in un locale.

Metti che quella sera le parli del tuo ex, con cui vi siete amati, odiati, rincorsi, ripresi o rifiutati.

Metti che le racconti che vi state rivendendo.

Metti che lui vi raggiunge al locale e si siede con voi al tavolo.

Metti che, ad un certo punto, devi andare in bagno.

Metti che, mentre sei in bagno, la tua amica dice al tuo ex:

“Io sono la regina del pompino!”

Metti tutte queste cose…

…l’unica cosa che, in seguito, ti farà sorridere è ripensare a quello che le ha risposto il tuo ex:

“Io da te non me lo farei fare neanche con il cazzo di un altro.”

Ed è così che A come alfaprivativa, oltre che N come Notastonata è diventata anche: L come Laregina.

C’era una volta, o forse non c’era…

…una donna che avrebbe tollerato un comportamento simile, avrebbe giustificato lui per permettere che rimanesse ancora nella sua vita e avrebbe giustificato se stessa, per scusarsi e regalarsi ancora una traccia di dignità.

Se qualcuno le avesse detto che sarebbe riuscita ad distaccarsi da un certo genere di persone, non ci avrebbe creduto.

Un giorno sentì dire da una psicologa che siamo noi a scegliere sempre una medesima tipologia di persone, siamo noi a venire attratti da caratteristiche simili, non sono “cose che capitano” a causa di una strana congiuntura di pianeti.

Ecco, infatti, che incontrarlo aveva fatto riaffiorare i fantasmi del passato, le aveva ricordato le persone già incontrate.

Come le falene che sono attratte dalla luce tanto da rimanerne bruciate, come le gazze che sono tentate da ciò che luccica, fosse anche un pezzo di vetro su cui si rifrange la luce del sole, così anche lei subiva il fascino di chi appariva sempre impegnato, sicuro di sé, spesso non disponibile, di chi ti regala i suoi momenti come se fossero diamanti, la cui difficile reperibilità ne fa alzare il prezzo.

Affascinata da persone che hanno pochi contatti con la più comune quotidianità, che ritengono sia unicamente la loro realtà quella vera e degna di essere vissuta, l’unica che traina e travolge le vite degli altri, tanto da persuaderli che la loro visione sia la conoscenza, che i loro pensieri siano la sostanza delle idee, che i loro sogni siano l’essenza della vita.

Stregata dalle persone che ritengono che siano sempre gli altri a doversi adattare ai loro ritmi, perché esclusivamente la loro andatura scandisce i momenti della vita, non è ammissibile nessuna altra frequenza, perché la vita non può essere una armonia creata dalla sovrapposizione di due suoni differenti, no, la colonna sonora della loro vita deve essere una composizione creata e scandita unicamente da un unico suono, il loro.

In particolare era sempre stata attratta da persone all’apparenza interessate a tanti aspetti della vita, le cui azioni sembrano suggerite da varie ispirazioni. Le cui numerose passioni, ognuna coltivata in modo grossolano, evocano un reale innamoramento per la materia, ma non sono altro che la testimonianza della mancanza di un’unica autentica vocazione che possa caratterizzare il loro essere, tanto che non riescono a rinunciare a nessuna di esse, perché nessuna le descriverebbe completamente.

Ai suoi occhi tutto ciò appariva come indice di un grande genio, fermento di una mente piena di risorse, che non riesce a contenersi perché troppi sono gli interessi ispirati dalle numerose capacità, difficile conciliarli, difficile rinunciarvi.

Adesso, passati alcuni anni, dopo aver conosciuti numerose personalità di questo tipo, ha il sentore di aver preso un abbaglio.

Ha la sensazione di essersi fatta coinvolgere da persone effettivamente prive di un particolare genio, un peculiare talento, ma semplicemente: ordinarie, che tentano invano di riempire un vuoto con tante attività, così tante da non riuscire a fare tutte in modo approfondito perché in realtà non ce ne è nessuna che amano così a fondo da dedicargli totalmente il loro tempo.

Ha il sentore che non esista nessuna passione che li descriva in modo compiuto, perché non hanno nulla di compiuto in loro. Le sembra che inseguano, invano, diversi modi di essere per cercare qualcuno che si adatti a loro stessi, che calzi come un guanto e riesca ad aderire perfettamente alla loro figura, un abito che riesca a vestirli ed agghindarli con classe, nella speranza di trasformare e coprire, finalmente, la loro disadorna, semplice e spoglia personalità.

Nessun fuoco veramente ardente che gli accenda l’anima, tanti cerini veloci da bruciare, che lasciano solo cenere alle loro spalle.

Così le appare ora, forse è realmente così, forse non si sbaglia, o forse sì…

Ma lei ora, non vuole più essere arrendevole, non ha più voglia, né bisogno, di essere accomodante.

Lei ora pensa che anche il suo tempo ha un valore, anche le sue passioni sono preziose, anche i suoi ritmi creano una melodia accordata, che ha lo stesso diritto di essere ascoltata.

Lei di bisogni ne ha, ma non ha più voglia di annullare i suoi ritmi per soddisfarli, ha voglia di creare una sinfonia composta dall’armonia di due diverse andature, senza sopprimere né l’una, né l’altra.

A come Amicizia – Amiche – Alfaprivativa #2 -Notastonata

Un giorno qualsiasi, durante un aperitivo qualsiasi, capita di incontrare un conoscente di tanto tempo fa, così tanto di vecchia data che non riesco a ricordare nemmeno il nome, ma ci sono volti che ti rimangono nella memoria. E la mia inizia a vacillare, perchè il conoscente ha dei ricordi decisamente più vividi dei miei, fortunatamente le sue parole aprono una fessura nella mia memoria, dalla quale iniziano ad affiorare reminiscenze di episodi cui scopro di essere intimamente legata e di averli lasciati custoditi in un posticino della mia mente.

Salutando il conoscente interrompiamo il dialogo che lui aveva con te e tu, allora, vuoi andare via.
Mi unisco all’invito del mio conoscente esortandoti a non andare.

Certe volte scattano degli strani meccanismi, delle piccole scintille, una sintonia inaspettata, che ti permette di parlare amabilmente con chi non hai mai visto prima con una piacevole fluidità e confidenza non usuali.

Peccato che l’atmosfera possa essere disturbata da un terzo estraneo, estraneo a questa sintonia, una nota stonata che, come le basse frequenze, viene percepita solo da pochi e solitamente non da chi le emette.

Così non ci è stato permesso di continuare sulla stessa tonalità, la nota stonata non accenna ad andare via e l’ispirazione è a tratti interrotta, a tratti ritorna, non appena gli sguardi si incrociano, tentativi di isolamento per sentire di nuovo quella musica, ma il sottofondo disturbante aumenta i toni, non si può suonare così, è meglio interrompere.

E’ in questo modo che A come Amica, diventa N come Notastonata.

16.11.2009

A come Amicizia – Amiche – Alfaprivativa # 1

Questa persona amica (?)  mi ricorda l’aria n.6 del Barbiere di Siviglia.

E’ come un venticello, all’nizio appare come “un’auretta assai gentile” , superficialmente amichevole, affabile e gentile, “incomincia a sussurar”.

Piano, piano, in modo gradevole.

Sotto voce, passo leggero, movimenti sinuosi, si aggira tra le persone che incontro, che mi circondano,  seguendomi in ogni dove “si introduce destramente” in tutti i miei rapporti interpersonali.

Recita la sua parte, con parole scelte finemente, con comportamenti differenti adattandoli idoneamente ad ogni situazione, con atteggiamenti accondiscenti, con espressioni efficaci.

Prende posto a poco a poco “e le teste ed i cervelli (di alcuni) fa stordire e fa gonfiar”.

La osservo, con delicato distacco.

Quando percepisce il suo successo “si propaga (e) si raddoppia” invadendo ulteriori spazi.

La osservo gongolarsi per il trionfo e noto che quasi “trabocca e scoppia”.

Quando percepisce la disfatta, non si arrende, continua: “va scorrendo e va ronzando”, come il frenetico tentativo di un insetto che cerca di uscire dalla finestra, ma nonostante i violenti colpi subiti contro il vetro chiuso, prova ininterrottamente.

La osservo tormentarsi per la sconfitta e mi appare “come il tuono, la tempesta, che nel sen della foresta va fischiando e brontolando”.

In entrambi i casi, prima o poi  alla fine traboccherà e scoppierà e produrrà “un esplosione come un colpo di cannone, un tremuoto un temporale, un tumulto generale che fa l’aria rimbombar”!

Take it easy #1 – The doghandler

Mi capita di imbattermi in comportamenti insoliti, o forse soliti, dipende dai punti di vista, ma ho deciso di prenderli con filosofia, alla leggera.

Non tanto perché io sia una stoica…è perché non saprei come prenderli, mi disarmano!

Dopo circa 20 giorni di assoluto silenzio, una mattina arriva un sms: “Ti piacerebbe venire qualche giorno in montagna?”

Così, di punto in bianco, diretto, senza convenevoli.

Mi sembra, anche, che manchino delle informazioni importanti: quando, dove, quanto intende con “qualche”…

Ah! Ma certo! Deve essere una sorta di sondaggio, del tipo: quali sono i tuoi desideri per il nuovo anno?

Quindi riconsidero la domanda come fine a se stessa ed effettivamente in questo modo assume un suo senso,   “Sì, certo che mi piacerebbe!”.

Non ci voglio credere, perché raramente lo ha fatto, mi telefona, si vede che il sondaggio prevede la compilazione di un format…

Nessun sondaggio, la situazione è la seguente:
un suo amico è in montagna, ha trovato un hotel in cui accettano i cani, ha dipinto una situazione fantastica, tanta neve e molto sole. Cosicché anche lui vuole partire, portando il suo cane, partenza il 31 , ritorno il 3. Conoscendo la mia passione per la montagna mi ha proposto di andare.

Effettivamente un bel programma inaspettato, cui aderisco con entusiasmo, perché concilia la mia voglia di vacanza, di neve, di spensieratezza e l’impossibilità di affidare a qualcuno il cane ormai troppo anziano.

Iniziamo a snocciolare i dettagli per programmare una partenza intelligente, tra cani, valigie, sci, snowboard e ferie da chiedere, il tutto dovrà però essere riconsiderato perché ancora dobbiamo avere conferma del posto in albergo.

Mi farà avere ulteriori notizie non appena ne avrà dal suo amico in loco.

Era il 29.12.2009.

Ad oggi non ho ancora avuto sue notizie.

Non ha telefonato, non ha mandato sms, non ha neanche risposto ai miei.

No, non gli è successo nulla, gode di ottima salute, mi sono informata.

Take it easy.

Tempismo (per entrare nella vita di una persona…)

La delicatezza di entrare nella vita di una persona, lo studio dei passi da compiere per attraversare lo spiraglio di luce che si intravede da una porta socchiusa.
Il tempismo è fondamentale.
Non spalancare la porta all’imporvviso, solamente perché percepisci un’accoglienza da quel barlume.
Allo stesso modo non aspettare troppo per aprire la porta, un alito di vento potrebbe richiuderla all’improvviso.
Affacciarsi piano, guardare al di là, sentire sulla pelle la carezza della brezza che soffia dalla parte opposta.
Socchiudere gli occhi un istante perché la luce in un primo momento ti acceca.
Lasciare che le pupille si adattino al nuovo chiarore, in modo che possano leggere esattamente la figura al di là.
Come si muove, il suo volto, il suo sgurado…è perso all’orizzonte o cerca il tuo?
Cominciare a scoprire quali sono i colori che dominano questo nuovo mondo, se ricordano le rigogliose primavere e le caldi estati o i bianchi inverni, se si miscelano bene tra loro o qualcuno predomina con un forte contrasto.
Iniziare a sentire i profumi di questo nuovo mondo, quali pensieri, immaginazioni e quali sogni riescono ad evocarti.
E’ un mix armonioso di fragranze intense o qualcuno ti prende alla gola e ti inasprisce i sensi..?
Ascoltare i suoni, la musica che essi creano, sentire se gli strumenti sono accordati tra loro.
L’orchestra è diretta in modo maestoso, o percepisci che qualche strumento si isola dal complesso e suona una musica tutta sua..?
Il tempo necessario per poter entrare e completare i sensi con il tatto, condurre le dita nel senso giusto per sentire la morbidezza del velluto.
Cercare la setosità, fuggire dai tessuti infeltriti…
Tutto questo ha bisogno di tempo, sbagliare i tempi può avere effetti pericolosi, non avere troppa fretta, non tentennare ed indugiare a lungo per non perdere l’attimo.
Il timing è fondamentale.

Sapersi vendere

Uno dei miei difetti è il non sapermi vendere bene.

La vendita è una forma di strategia, a me sembra di “stregoneria”, esistono persone che ammaliano i loro interlocutori, convincedoli e coinvolgendoli.

Coloro che sono buoni venditori di loro stessi hanno, solitamente, uno spiccato talento nell’arte della parola, tramite orazioni pompose e solenni catturano l’attenzione e trasformano ogni loro piccola azione in una impresa straordinaria, ogni elemento che compone la loro vita diventa il migliore che esiste sul mercato.

Il loro lavoro è il più soddisfacente e il più impegnativo, la loro preparazione è superiore rispetto agli altri, si ritengono spesso circondati da incompetenti, così devono passare le giornate a risolvere anche i problemi degli altri e, di norma, ci riescono egregiamente.

Il quartiere dove abitano è il più bello, il più comodo, il più centrale e tendono, spesso e volentieri, a farsi passare a prendere propro perché sono convinti che per andare in qualsiasi posto della città, tu dovrai necessariamente passare vicino a casa loro, essendo, notoriamente, il centro del mondo.

Sono sempre in forma, il loro corpo è il più agile e scattante…pur non andando in palestra da mesi e non seguendo alcuna dieta particolare.

Sono così bravi con le parole e così accentratori che riescono a fare loro, e a proporle nel proprio repertorio, anche le azioni compiute da altri, questo avviene nel caso in cui loro ritengano che queste azioni possano apportare del beneficio nella promozione del proprio io.

Alcune persone rimangono totalmente affascinate da questi venditori, diventando contemporaneamente compratori e promotori dei loro prodotti.

Chi invece non è bravo nella promozione di se stesso può sperare di avere a che fare con quella categoria di persone su cui i venditori non hanno presa.

Quelle persone che si rendono conto naturalmente di chi è chi, e di cosa è cosa.

Le persone che sanno leggere tra le righe, che guardano al di là della coltre di fumo, coloro la cui mente non si lascia ubriacare da mille parole.

Non sono brava a vendere me stessa o cerco un corso accellerato alla Bocconi o spero di incontrare nel mio percorso quest’ultimo tipo di persone.