Scrivere

 

…Scrivo…

…Scrivo perché per le persone come me, poco abituate a parlare, tranne che con loro stesse, esprimersi verbalmente è più difficile.

Di solito usano altri mezzi, letteratura, poesia, pittura, scultura…tutte quelle forme d’arte che ti permettono di tirare fuori quello che hai dentro, quando quello che hai dentro non riesce a trasformarsi in parole..

Ho un gran desiderio: chiedervi scusa per come mi sono comportata, per come mi sto comportando e per come mi comporterò sicuramente, in futuro.

Quando sostengo che non voglio parlare lo dico perché non voglio che il malessere che mi porto dentro si riversi su di Voi, perché non ne siete la causa, mi preme che questo sia chiaro, l’unica causa del mio malessere è la persona che io vedo tutte le mattine davanti allo specchio, è lei la persona che ha creato tutto quello che sto vivendo ora, ed è questo il lato “comico”, come la barzelletta che papà raccontava quando ero piccola: “Burro e alici e chi lo ha chiesto? Glielo ho detto io!”

E come ogni lato comico ha lo sviluppo tragico…

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, ed è quello che mi sta capitando: piango me stessa, anche se so che non è certo la soluzione migliore…Una delle tante cose che ho imparato da tutti voi è che bisogna avere il coraggio di ricominciare da capo in qualsiasi momento…si…in qualsiasi momento…e quando vedo quella ragazza davanti allo specchio glielo ripeto sempre…me lo ripeto sempre…ma non ci riesco…e + non ci riesco e + me lo ripeto…e + me lo ripeto e + mi accorgo di non riuscirci…e + penso che no ce la farò mai..

Lo so che pensate: Non è certo l’atteggiamento giusto.

Lo so bene, ma mi sento come se mi fosse crollato tutto addosso.

Tutto cosa?

Tutti i castelli in aria che avevo costruito in tanti anni di sogni e di speranze, tutti i progetti che avevo fatto su di me, non sono più riuscita a sorreggerli e sono venuti giù, schiantandosi al suolo e riducendosi in macerie…e io sono lì che fisso ciò che ne è rimasto e non ho la forza di raccoglierne i pezzi e di ricostruirli.

Quando dico a mamma che sono morta dentro e che non voglio più sognare è perché i castelli erano dentro di me ed ora al loro posto ci sono solo calcinacci e polvere…e non mi ricordo più come si fa a ricostruirli..ho paura di non ricordare più come si fa a sognare…i miei sogni sono diventati quella polvere e sono trascinati via dal vento o forse sono proprio io che ci sto soffiando sopra…

Prima il mio mondo dei desideri era racchiuso in quei castelli quindi protetto da mura spesse e sicure ed era per quello che ne ero convinta, la “Regina” all’interno era convinta che non sarebbero mai crollati, e che prima o poi avrebbero smesso di essere castelli in aria e si sarebbero avverati ancorandosi con forti fondamenta al terreno…ora il mio mondo dei desideri non è più circondato da quelle mura, ora è in balia delle intemperie, è protetto solamente da una sottile plastica…la cui fragilità è enorme…bisogna fare molta attenzione, muoversi con cautela altrimenti si rompe…la “regina” non si deve accorgere che non ci sono più le mura della fortezza, ma solo una sottile plastica…per questo motivo

se vi capita di passare lì vicino…fate piano, piano, parlate a bassa voce, cercate di non farvi vedere, più tardi se ne accorge e meglio è…

Forse però se ne è già accorta e cerca di fare finta di niente, vi vede benissimo che state passando lì vicino, riesce a sentire tutti i vostri discorsi, ma non vuole far sapere che lei sa…è un circolo vizioso…tutti sanno ma no vogliono far sapere…ma come se ne è accorta..?

Forse un giorno per caso ha sentito dei rumori, ha sentito delle voci, sarà bastato lo scricchiolio di un rametto calpestato…e si è alzata e ha guardato e intorno a se non ha visto i suoi castelli, i suoi sogni, le sue speranze e i suoi progetti, ma solo plastica, volgare plastica, di quella neanche troppo trasparente, plastica scadente…e quando prova a muoversi non ci riesce e il suo respiro si fa più affannoso e la plastica le si appiccica sul viso e non riesce a prendere aria e più cerca di prendere aria più la plastica le si attacca alla bocca e le impedisce di respirare e più le si attacca alla bocca più cerca di riprendere fiato e più cerca di riprendere fiato più la plastica……..

fino a che crolla a terra ed ecco che la plastica torna al suo posto…ed ecco che anche lei torna al suo posto, cercando di non guardare, cercando di non sentire, cercando di non capire come è ormai ridotto il suo mondo……

Fino a che qualcuno (o magari lei stessa) non si dimenticherà che passando di là è necessario fare il maggior silenzio possibile…

 E’ questo che intendo quando sostengo che non mi dovete parlare…

Parlatemi di altro…Non riesco a parlare di questo, ne avete avuto riprova svariate volte…

E’ una questione tutta mia, io mi sono creata questa situazione io la devo risolvere, perché non sono riuscita ancora a dare qualcosa in cambio. Non perché penso che voi vi aspettiate qualcosa in cambio, ma nella vita ad un certo punto bisogna smettere di prendere e si deve iniziare a dare, e io non riesco a dare nulla alle persone a me più care.

Non è più tempo che io prenda, ho preso fin troppo…

E’ ora che io inizi a dare qualcosa in cambio, ma non riesco a farlo, perché non riesco più a dare qualcosa neanche a me stessa, perché so di avere sbagliato, ho sbagliato decisione, e non posso più tornare indietro perché mi sentirei come una bambina viziata che non appena il giocattolo non funziona più lo butta via e ne vuole un altro, invece di cercare di aggiustarlo…

 La lotta che sto cercando di combattere è proprio questa, quella che si è scatenata dentro di me. 

Vedo tutti i pezzi del giocattolo..lì..per terra, e so benissimo che mi basterebbe poco per aggiustarlo, che ne sarei in grado, eppure rimango ferma a guardarli…forse perché in realtà so che il giocattolo anche quando è aggiustato, non è che mi piaccia molto…

Anzi non mi piace affatto…

Non è il giocattolo per me…

Ma poi mi dico: “Hey ragazzina! Lo hai scelto tu il giocattolo!!”

E mi accorgo di avere urlato troppo…

Ed è in quel momento che la plastica mi si incolla in faccia e non riesco a respirare e più prendo fiato e più si appiccica e più si appiccica e più…… 

Ogni tanto penso che la vita sia bizzarra ti può cambiare tutto in qualsiasi momento, a me è bastato così poco…invece se avessi continuato a lottare per quello che realmente desideravo, forse ora quei castelli non sarebbero più in aria, ma per terra ben saldi e io sarei stata pronta e capace di costruirne altri in aria per poi portarli a terra…e poi altri in aria.. e poi a terra…e sarebbero stati uno più bello dell’altro…

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