Il vaso di vetro

Va bene fermiamoci…

STOP!

Ora cosa vedo?

Due persone che sono innamorate che tentano di far capire le loro ragioni e più cercano di spiegarsi e più non si capiscono… …fraintendimenti… …parole lette con un senso diverso rispetto a quello originale.. …un continuo botta e risposta…io non capisco te..tu non capisci me… …rileggiamo le email che ci mandiamo e immaginiamo che l’altro / a l’abbia scritta con espressioni del viso che non sono quelle reali.

Soluzione: Fermarsi. Separarsi. Riflettere. Ritrovarsi dopo. Ora soli. Ognuno per conto proprio.

Quando è dopo?

Quando ci si rincontra in questi casi? Chi o cosa decide che è il momento? E se uno dei due decide che è il momento e quel momento non coincide con il momento dell’altro dei due..?

Sono ancora ferma….continuo a guardare… Ok, ora ho la mente fredda, rileggo… Le mie email… Le tue email… Se leggendo ho un’intonazione…posso vedere il mio viso pieno di rabbia.… Se rileggendo cambio intonazione…posso vedere il mio viso pieno di lacrime… … Anche il tuo viso cambia espressione a seconda di come leggo le tue email.

Come è relativo tutto questo…

Sei in un periodo per te molto importante, combattere per la realizzazione dei propri sogni è la realizzazione della vita stessa… I sentimenti saranno contrastanti: felicità, rabbia, determinazione, anche dubbi e paure…un’alternanza di emozioni che ti fanno sentire il bisogno di stabilità, tranquillità, fiducia….non certo di scocciature…

Hai mai visto come si fanno i vasi di vetro? Ci si soffia dentro, all’inizio il vetro, quando è ancora caldo, è un materiale plasmabile ancora morbido, senza una forma precisa… Poi si infila una sorta di cannuccia al suo interno e si inizia a soffiare…. la procedura è delicata, perché non abbiamo a disposizione tutto il tempo che vogliamo, ma un ben preciso intervallo necessario a far prendere al vetro la forma desiderata prima che si freddi, si solidifichi e non possa essere più modificato….è un’azione delicata, se siamo troppo lenti, e impieghiamo molto tempo per soffiare oltrepassando l’intervallo di tempo necessario, il vetro si raffredda e non sarà più possibile plasmarlo… ugualmente non dobbiamo avere fretta: se soffiamo troppo velocemente può succedere che il vetro si rompa… Parimenti importante la quantità di aria che si soffia all’interno del vetro… E’ quindi una questione di equilibrio di quantità di aria e di intervallo di tempo e di abilità nel forgiare la materia. Se l’equilibrio è raggiunto allora il vaso di vetro è formato… Ma non è finita lì… Il vetro è fragile, bisogna averne cura, se non lo si cura per un po’ di tempo si può impolverare e anche per renderlo lucente come prima si deve spolverare con cautela… Una piccola distrazione, una mossa sbagliata e il vetro si rompe.. …E non si può incollare.

La nascita delle relazioni tra le persone, secondo me, sono comparabili alla formazione di un vaso di vetro. All’inizio non hanno una forma precisa, possiamo decidere su che livello impostarle: amicizia, amore, lavoro… Abbiamo però un tempo prestabilito per determinare il livello del rapporto, soffiare e dare la forma voluta…

Se siamo pigri, svogliati, non ci impegniamo per la loro definizione è come se fossimo lenti nel soffiare il vetro, poca aria e in poco tempo, la relazione si raffredda e rimane a metà, ad un livello non ben definito, non approfondito, perdiamo la voglia e lo stimolo e la relazione rimane superficiale, senza forma…una semplice conoscenza.

Oppure può succedere di avere fretta, soffiamo troppa aria, in poco tempo, pretendiamo troppo, non rispettiamo i tempi naturali della nascita e formazione degli oggetti, il tempo di maturazione di una relazione e i tempi dell’altra persona, che saranno sicuramente diversi dai nostri, vogliamo subito avere qualcosa di concreto in mano senza creare delle solide basi.

Il vetro non sopporta tutta questa pressione e si rompe, la relazione si interrompe, il rapporto si logora, e se rincolliamo i pezzi, anche se combaciano, guardando bene appariranno sempre evidenti le incrinature. Se invece riusciamo a dargli la forma voluta (con impegno, costanza, voglia e anche un po’ di fortuna e con la complicità del destino…) allora abbiamo ciò che vogliamo.

Ma non si può mettere su un comodino e lasciare lì, si deve avere cura di lui, si deve avere cura dell’amore, altrimenti questo ti lascia… E se ci sono delle incomprensioni si possono “spolverare”, si analizzano si comprendono, si parla, si cerca di capire… …tutto deve essere fatto molto delicatamente, una parola di troppo, una non detta o detta troppo tardi… e…

CRASH !!

Si può rompere…

E io no so se hai mai provato a rincollare un vetro rotto…. Non viene mai bene come l’originale.

FERMI…

Cosa vedo?

Ora siamo davanti ad un “tunnel”. Siamo fermi. Possiamo anche rimanerci per un po’…il tempo che ci serve per riprendere fiato… Ma se non ripartiamo insieme, se non percorriamo insieme questo “tunnel” non sapremo mai come sarà stata l’esperienza dell’altro nel percorrerlo, ce lo potremmo raccontare si, ma non sarà la stessa cosa, non avremo condiviso le sensazioni, le emozioni, non ci saremo guardati negli occhi… Può darsi che se usciamo da quel tunnel insieme, avremo la consapevolezza con la quale poter decidere se proseguire il percorso insieme o se la fine del tunnel significa la fine della strada. Può darsi che se lo percorriamo separati perderemo le tracce l’uno dell’altra.

SONO ANCORA FERMA…

Vedo una donna che nel suo esprimere il bisogno di conferme, nelle sue richieste di attenzione risulta opprimente, paurosa, egoista e poco interessante alle esigenze altrui… …le emozioni che rimandiamo agli altri non sono sempre quelle che noi vorremmo esprimere. Vedo un uomo che riesce a capire più di quanto lei pensi, che in questo momento ha bisogno di una donna vicino che gli dia “sostegno” e non angoscia. Non credere che io non possa essere quella donna. Non entrare da solo in quel “tunnel”. Non permettere che perdiamo le tracce l’uno dell’altra.

 STOP INDIETRO

Flash Back.

Ricordo: sguardi rubati nei corridoi…paura…paura che qualcuno se ne accorga…che incroci i nostri sguardi complici e scopra tutto…sorrisi rubati sopra il rumore delle persone a mensa…com’è più sottile il piacere quando pensi che è solo tuo e sai che gli altri non sanno nulla di noi… …”sono in ritardo per il caffè?!”… …l’emozione che può suscitare una semplice busta da lettera sul desktop del computer… …ho accettato di prendere quel caffè…. mille pensieri mi affollano la mente come palline lanciate nel flipper toccano i lati e ritornano nel centro si scontrano, si accavallano, si annullano l’un l’altro, e alla fine quasi il vuoto, rimane solo l’ultima idea quella che non avrei voluto o (dovuto?) scegliere, quella che la ragione non avrebbe scelto, quella che mi aprirà porte che non avrei voluto aprire, quella che mi farà entrare in un turbinio di emozioni che in quel momento non cercavo… …se fossi riuscita a fermarmi a quella macchinetta.

FERMA DI NUOVO

Guardo.

Ti vedo.

Vedo il tuo sguardo complice, l’occhiolino, mentre passo, il mio cuore batte così forte…sento il calore salire su dalla bocca dello stomaco, divento rossa…questo non si può nascondere, guardo in basso, non posso continuare ad incrociare il tuo sguardo… …c’è posta per me… …non riesco a fermarmi alla macchinetta..il computer diventa nostro favoreggiatore è lui il custode dei nostri messaggi… …non voglio far capire…non voglio far sapere… il mistero, l’intrigo…alimenta il fuoco della nostra passione… quand’è che ho lasciato troppo la corda…? Perché non riesco a tornare indietro? Come sono arrivata a questo punto…? Non mi ero sempre detta che sul lavoro non si inizia mai una relazione?… ..non uniamo i nostri due mondi…non sentiamoci al di fuori di qui… lasciamo che questa sia solo l’occasione per allietare la nostra giornata di lavoro..l’attesa di un’email, di uno sguardo, di un sorriso nascosto agli occhi degli altri.

FERMA ANCORA.

Guardo.

Mi vedo.

Mi lascio andare, lascio che le ali del vento mi facciano salire sulle loro piume e mi portino con loro senza una meta precisa, l’unico obiettivo è farsi cullare dal turbinio dell’aria, occhi chiusi e capelli accarezzati dalla brina fresca del mattino e dal sole caldo del pomeriggio… i nostri mondi si uniscono..il mondo del lavoro, il mondo privato, il mondo familiare, diventa un unico mondo. il NOSTRO… alcune volte apro gli occhi, sento qualcosa… … …questo per te è uno sfizio…

…io le conosco le persone come te… …pronte a tutto pur di accettare una sfida…il gusto della sfida è nella preparazione e più la metà si allontana più il premio sembra alto e il desiderio aumenta… …aumenta…

…le persone come te non accettano un no come risposta…

…le persone come te devono avere tutto ciò che desiderano…non sono mai state abituate alla rinuncia…

…le persone come te hanno un particolare modo di vedere la metà, è come vedere una fotografia panoramica, la meta diventa il soggetto della foto, è nel centro, è perfettamente a fuoco, brilla di luce propria, è come se fosse in rilievo rispetto al resto del paesaggio…. mano a mano che ci si allontana dal soggetto il panorama si sfoca…diventa sempre meno nitido…fino a non essere più riconoscibile. …l’unica cosa perfettamente riconoscibile è LA META… …come appare BELLA la meta… …come appare BELLO raggiungerla… …prova ad avvicinarti però….

…ecco…VEDI?…

…la focale cambia…. …il panorama intorno inizia ad essere più visibile…non è più così sfocato…

… oh GUARDA.. riconosco dei visi… e la meta?

Guarda! Guarda bene!

Sembra che brilli di meno rispetto a prima….brilla meno di luce propria….inizia a confondersi con il resto del panorama…

SEI SEMPRE PIU’ VICINO….

FERMO!

STOP!

RAGGIUNTA!

Te ne sei accorto vero? Non ti appare più come prima…vero?…non è più in rilievo…vero?

.. Le persone come te hanno solo lo scopo di raggiungere l’obiettivo, l’adrenalina scorre a fiumi solo nel periodo che intercorre tra l’individuazione della preda e la sua cattura…la sua cattura..la certezza che sia bloccata, che non si possa più muovere, è l’inizio del senso di sazietà…

Sono passati mesi… E mentre il tempo passa aumenta il mio appetito…

 E mentre il tempo passa aumenta il tuo senso di sazietà…

Le persone come te non sono poi così coraggiose come si dipingono…

Le persone come te si riempiono la bocca con i loro discorsi sulle persone che sono…

Le persone come te si riconoscono anche dal linguaggio del loro corpo…sono come gonfie…gonfie di tutte le loro parole, di cui si riempiono la bocca e il corpo, e giù parole, e giù parole e tutte queste parole non sanno da dove uscire e così rimangono imprigionate lì vengono aspirate dalla bocca che non fa altro che chiacchierare e si ritrovano tra la trachea e i polmoni…

Le persone come te hanno sempre un torace molto robusto… …camminano come se dovessero trattenere il respiro…

Le persone come te sono così piene di loro stesse che dentro di loro no c’è posto per nessun altro…

Le persone come te hanno presto un gran senso di sazietà perché si sono già saziate con il loro Ego… E mentre il tempo passa il tuo Ego inizia a scalpitare.

Ora lo spazio diventa troppo stretto per tutti e due. Chi è mai lei…? Mica rimarrà con noi per sempre…?

E mentre il tempo passa io ho paura di accorgermi che questo tempo non ha in serbo per noi le stesse sorprese…

AVANTI VELOCE

FERMA

STOP

È il momento attuale.. …ecco rileggo le email inviate… …mollami..non mi scrivere più..le conosco le persone come te…io ho provato a tirarmi indietro… tu hai provato ad avvertirmi… …lo leggo nero su bianco…a modo tuo mi avevi avvertito…tra le righe lo avevo confessato… io ti dico di mollarmi… tu mi dici che forse ti ho convinto… mi molli… ma solo dopo avermi baciato ed essermi entrato dentro… nell’anima… nella testa… forse anche…NEL CUORE…

…forse non ho calcolato bene l’altezza del fondale…la mia ancora no ha fatto presa, forse ho scientemente gettato poca fune e mi sono resa conto che l’ancora non aveva preso… ho fatto andare la mia barca alla deriva, ho lasciato che cavalcasse le onde del destino, ho preferito vivere di rimorsi e non di rimpianti… Ho lasciato che tu mi entrassi nella testa, nell’anima, e alla fine anche nel cuore…

Pensavo che anch’io sarei entrata nella tua testa, nella tua anima, e alla fine anche nel tuo cuore… invece sono stata l’unica che ha mollato gli ormeggi e si è lasciata trasportare dalla corrente e dalle onde, dolci onde, prima piccole onde sulla spiaggia…a mano a mano la marea si è alzata…onde sempre più alte…sempre più difficili da domare… Mi accorgo che la mia barca è l’unica ad andare a largo, la tua è bene ancorata…

Le persone come te non mollano mai gli ormeggi sono sempre bene attente che tutto funzioni, sguardo vigile, sempre allerta, non lasciarsi mai andare… Le persone come te la situazione la devono avere sempre sotto controllo…

FERMA

STOP

Non ti vedo quasi più… Non ti sento quasi più…

NO

FERMA ANCORA

Ti vedo. Per caso. Sfrecci con la macchina.

FERMO

FERMATI SONO QUI..

Non mi vedi… Provo a telefonarti… Non rispondi… Scrivo un messaggio… Scateno ciò che non avrei mai voluto… …le persone come te dimostrano di non essere coraggiose come si dipingono, proprio in questi momenti… …le persone come te pur di non affrontare un faccia a faccia si rifugiano dietro un computer… …le persone come te dimostrano ancora di non avere quel coraggio che dicono di avere perché anche nascosti dietro allo schermo di un computer hanno paura di dire la verità nella sua interezza…

… So cosa è successo: ti sei avvicinato troppo, l’immagine intorno a me non è più sfocata è tutto perfettamente a fuoco e io non sono più in bassorilievo…sono diventata parte di un insieme…tutto uguale…

La meta è cambiata…

L’inquadratura è cambiata…c’è un altro soggetto da mettere a fuoco: SEI TU !!

Una tua email… Per favore ho bisogno di fermarmi…ti chiedo di fermarci…

FERMI STOP!

FERMO IMMAGINE !

…MA SEI TU L’UNICO FERMO!!

La mia barca io l’ho lasciata andare molto tempo fa…tu sei rimasto indietro…tu non mi hai raggiunto…

 TU SEI FERMO !!

Io non mi fermo, non ora… Io ho visto cosa c’è al di là della riva… Io ho avuto il coraggio di mollare gli ormeggi… Io so cosa si può provare… Tu non sai cosa vuol dire non avere la situazione sotto controllo… Le persone come te sono prese dal panico se i loro sentimenti riescono a prevalere sulla ragione.

FERMA ANCORA

 Ti vedi… Ti senti… Ti senti davanti ad un tunnel… E sì le persone come te quando sentono che stanno mollando gli ormeggi sono presi da una strana sensazione: paralisi degli arti. cos’è? !

PAURA!

Si chiama così.. Ed è per questo che ora l’unica cosa che vedi davanti a te è un tunnel… La paura fa vedere tutto nero. Vuoi prendere il tunnel da solo.

Vuoi rimanere solo.

STOP

FERMA ANCORA

Penso che in fondo l’orgoglio possa essere messo da parte, voglio recuperare. Ti scrivo. Non credere che io non possa essere quella donna. Non entrare da solo in quel “tunnel”… Non permettere che perdiamo le tracce l’uno dell’altra… Per favore così ci facciamo solo del male…

E’ solo questa la tua risposta? NO.

Le persone come te cadono sempre in piedi, non si fanno male.

Le persone come me cadono e possono farsi male, perché si lanciano e osano.

Le persone come te non hanno il coraggio di osare, di lanciarsi, la paura non fa provare loro sentimenti, la paura paralizza, congela, non riesce a farti vedere la strada davanti a te. Preferisci non lanciarti per non rischiare di farti male. Hai voluto credere che io non potessi essere quella donna. Hai preso quel tunnel da solo. Hai permesso che perdessimo le tracce l’uno dell’altra.

STOP BASTA ORA NON MI FERMO PIU’ !

AZIONE !!

Mi rialzo. Mi accorgo che il vento ha cessato di soffiare, le sue ali si sono abbassate, sono planata giù e poi giù, fini ad arrivare a terra…

CRASH

Il vetro si è rotto… …rincollarlo… …non sarebbe mai uguale a prima… Mi pulisco dalla polvere…l’impatto sul suolo non è stato delicato… …va bene… mi rialzo.

Tutto bene?

Ora no.

Ma so che tra poco andrà meglio.

Le cicatrici serviranno a ricordare.

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2 pensieri riguardo “Il vaso di vetro

  1. Molto bello questo post.
    A dire il vero bello questo tuo blog, fresco,fresco, con questo filo che unisce i tuoi scritti.
    Hai incuriosito e colpito Ifigenia che, tramite link sul suo blog, ha incuriosito anche me.

    Questa è una piccola visita di presentazione, ma verrò a visitarti e a commentare, silenziosamente 😉 , ancora.

    Non ho un blog ma Ifigenia è amica gentile e mi lascia pubblicare qualcosa da lei.
    Ecco, io ho ritrovato i personaggi che avrei voluto descrivere qui:

    http://ilmondodifigenia.wordpress.com/2010/01/10/il-giardino-della-principessa-by-balibar/

    un saluto

    1. Ciao balibar, ti ringrazio per i complimenti 🙂
      Sei il benvenuto, e ti prego commenta anche non silenziosamente, mi piace l’idea di condividere ciò che penso e sapere ciò che ne pensano gli altri!
      Andrò a leggere anche il link che mi hai postato!
      ciao e a presto.

      Oddio non sono ancora molto brava con questo strumento, faccine e altro…boh… 🙂

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