Altre riflessioni su come si costruisce oggi un rapporto interpersonale

Esistono diversi metodi di comunicazione, che ti lasciano credere di poter rimanere in contatto più facilmente con una gran quantità di persone.

Questo è il paradosso e la grande bugia di quest’epoca perché il contatto, spesso, avviene unicamente tramite una pagina di un sito web o il video di un cellulare.

Ecco che questi filtri hanno fatto perdere al contatto la sua vera essenza.

Contàctu: p.p. della parola contìngere, composto da:

con=cum –> insieme

e

tangère –> toccare

Contatto:  “Il toccarsi vicendevole di due corpi“.

Attualmente con la maggior parte dei nostri contatti, invece, siamo separati fisicamente, questa lontananza non permette che i nostri cinque sensi siano coinvolti nella costruzione di un rapporto interpersonale…siamo menomati.

Mi chiedo se con questa lacuna sia comunque possibile  far nascere qualcosa di reale e autentico, ma soprattutto naturale, è possibile che il rapporto tra due persone non venga falsato a causa della suddetta imperfezione?

Per quanto mi riguarda non voglio schermi, voglio andare al di là di questi, voglio che la mia immagine sia riflessa nei tuoi occhi, non in un video e voglio che la tua sia riflessa nei miei, non voglio accontentarmi di immaginarla al di là di un oggetto.

Il contatto umano, non si può lasciare alla tecnologia, non si può perdere…

Non riesco ad essere me stessa in questo modo e non voglio qualcuno che si senta se stesso solo se filtrato da un apparecchio.

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7 thoughts on “Altre riflessioni su come si costruisce oggi un rapporto interpersonale

  1. Emma, credo che ti sia sfuggito un incolla di troppo, il testo è doppio.

    Ciò premesso, bellissimo il tuo post, che mi tocca da vicino, e che mi riservo di riprendere sul mio blog quanto prima, come peraltro già feci per il primo.

  2. L’articolo è già pronto, uscirà domani in giornata.

    Ho riportato tutto il tuo testo, naturalmente citando la fonte e linkandoti), più una piccola osservazione mia. Per me, che sono al terzo anno di rete, questo problema per ben due volte è stato causa di lacrime che non ne hai un’idea. Troppe.

    Soprattutto per un avatar.

  3. Ciao Aquila, nel mio commento sul blog di Ifigenia ho spiegato che la mia riflessione nasce principalmente dal fatto che molte persone, pur conoscendosi “dal vivo”, tendono successivamente a continuare il rapporto in modo filtrato, attraverso uno schermo. Quasi come si preferisse quel modo di comunicare, piuttosto che il metodo antico che coinvolge i 5 sensi.
    Invece nel blogf di Ifigenia si è sviluppato il discorso unicamente pensando alle conoscenze in rete, ed io infatti ho detto che ognuno ha, in questo caso, i propri tempi.
    Ma se ci conosciamo dal vivo, il fatto che, poi, ci si filtri attraverso uno schermo…a me sembra realmente bizzarro..
    Non trovi?

  4. Sì, in questo senso lo trovo più che bizzarro. Uno può decidere se conoscere o meno un’altra persona. Se lo fa, poi può proseguire o meno il rapporto di conoscenza e/o amicizia, ma tornare a “filtrarsi” ha poco senso.
    Però l’umanità è bella perché è MOLTO varia…

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