La passeggiata dell’ubriaco

La passeggiata dell’ubriaco, secondo nozioni matematiche, descrive il movimento casuale.

Ho letto il libro di Leonard Mlodinow che porta questo titolo, lo avevo comprato perchè sono affascinata dalla serendipità, l’effetto farfalla, le coincidenze, la sincronicità.

Quello che mi ha incuriosito del libro è anche il fatto che lo abbia scritto un fisico (che ha conseguito il dottorato a Berkley e ora insegna alla Caltech) quindi una mente matematica che sostiene determinate affermazioni in conseguenza a delle prove. Infatti il sottotitolo è : Le leggi scientifiche del caso.

La seconda di copertina, lo descrive come un saggio… brillante e accessibile.

Sì, oltre all’argomento che suscita il mio interesse, è stata proprio la parola accessibile che mi ha fatto scegliere il libro, ma, in realtà, non è stato del tutto accessibile per me…

Il motivo sarà da ricercare nel momento in cui l’ho letto: ero in vacanza, quindi è possibile che il mio cervello fosse più attratto dal paese dei balocchi che dal grillo parlante!

Fortunatamente ci sono il primo e l’ultimo capitolo che tirano le somme, perché spesso mi sono persa nelle formule matematiche e nelle loro relative spiegazioni, contenute nei restanti otto capitoli, colorati da aneddoti cuoriosi di vita vissuta.

Riporto una citazione che, a  mio parere, riassume  tutto:

Il determinismo negli affari umani non risponde ai criteri di prevedibilità a cui alludeva Laplace, per vari motivi.

In primo luogo, per quanto ne sappiamo la società non è governata da leggi chiare e fondamentali come lo è la fisica.

Anzi il comportamento delle persone non è solo imprevedibile, ma spesso è anche irrazionale.

In secondo luogo, se anche potessimo scoprire le leggi degli affari umani, come cercò di fare Quételet, è impossibile conoscere o controllare precisamente le circostanze della vita.

Cioè non possiamo ottenere risultati precisi  che sarebbero necessari per fare previsioni.

E in terzo luogol, gli affari umani sono così complessi che difficilmente potremmo svolgere i necessari calcoli quand’anche comprendessimo le leggi e possedessimo i dati.

Di conseguenza il determinismo è un modello inefficace per descrivere l’esperienza umana.

O, come scrisse il premio Nobel Max Born: <<la casualità è un’idea più fondamentale della causalità>>.

Quindi, ritornando all’evento che raccontavo in questo post direi che è del tutto casuale…

Riporterò alcune citazioni di questo libro in una nuova pagina, mi sembra interessante condividere le argomentazioni di una mente matematica, sulla casualità.

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12 thoughts on “La passeggiata dell’ubriaco

  1. E` un bel po’ che non incontravo il termine serendipità :), mi piace, forse perché ha qualcosa di serenità.
    Molto interessante la questione che proponi, e ti dirò che mi ci ero dedicato qualche tempo fa. Io mi chiedevo, in particolare, se fosse possibile studiare deterministicamente i sentimenti.
    Il mio dubbio veniva da una lettura del libro “Il cervello delle donne”, dove una neuropsichiatra collegava varie reazioni, tra cui quelle che potremmo chiamare amorose, a variazioni di ormoni, facendo notare come il desiderio di incontrare il proprio partner sia collegato al benessere che inconsapevolmente ci viene dalla scarica ormonale che si
    genera quando lo incontriamo. Una specie di droga, insomma :).

    In generale, l’essere umano può essere schematizzato deteministicamente?
    Come dice l’autore del tuo libro, “per quanto ne sappiamo”, per ora, sembra di no.
    Ma anche centinaia di anni fa, non si conoscevano delle leggi fisiche che oggi spiegano in modo esatto alcuni fenomeni.
    Potrebbe semplicemente essere che, come oggi ci sono le previsioni meteo, tra 400 anni ci potrebbero essere le “previsioni umane”.
    Pur credendo io nel concetto di anima, anche se non sono così religioso, credo che moltissimo degli esseri umani potrà essere spiegato in modi che non immaginiamo nemmeno, magari grazie a scoperte rivoluzionarie come quella del DNA.
    Spero, comunque, che non sia mai possibile estrapolare leggi precise, per lasciare un po’ di magia, di dubbio, di sogno, nei nostri rapporti.

    1. Anche io ho letto un libro che tratta un argomento simile, scritto da ALLAN e BARBARA PEASE marito e moglie psicoterapeuti australiani esperti di linguaggio del corpo, hanno percorso più di 400.000Km e in 3 anni hanno intervistato esperti con raccoglimento di risultati dalla genetica e dalla biologia, consultando psicologi e psichiatri e antropologi…ecc. il titolo è: “perchè le donne non sanno leggere le cartine e gli uomini non si fermano mai a chiedere“.
      Interessante saggio.
      Quanto all’esempio del neuropsichiatra io in effetti, nel mio piccolo, te lo posso confermare. Proprio pochi giorni fa raccontavo ad una mia amica di aver provato forte attrazione nei confronti di un uomo per alcuni giorni, avendolo rivisto in seguito quest’attrazione era completamente sparita, ho sttribuito il tutto alla sindrome premestruale.
      La parte “animale” ha i suoi effetti su di noi. Ho abitato per alcuni mesi con delle ragazze e il nostro ciclo si è sicronizzato, ugualmente è successo con le mie colleghe. La natura fa parte di noi.

      Ma essendo dotati di anima, siamo un mix tra istinto e scelte.

      Credo che alcuni comportamenti possano essere schematizzati in modo, chiamiamolo, naturalistico, ossia in base alla natura (come gli esempi sopra citati). Alcuni biologi hanno studiato il comportamento delle femmine di specie animali a noi vicine per studiare la competizione femminile, trovando molti tratti in comune tra umani e animali.
      Al contrario i sentimenti dell’essere umano non possono essere schematizzati deterministicamente, a mio parere. Credo che anche le più rivoluzionare scoperte scientifiche non potranno mai spiegare l’anima…anche dal DNA non si potranno mai estrapolare i significati delle più intime sensazioni, delle scelte edei conseguenti comportamenti dell’essere umano, quando queste sono fatte seguendo l’ispirazione dettata dalla nostra anima.

      La magia rimarrà…per chi lo vuole.
      Spero anche io. 🙂

  2. Ho visto più volte il libro sulle cartine e le donne :), là in libreria, vicino magari a “Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere” (che ho letto). A volte questi libri tendono un po’ troppo a generalizzare, però se letti con spirito critico possano aprirci nuove visioni del mondo intorno a noi e una più ampia comprensione dei rapporti uomo donna.
    Io, in effetti, so leggere molto bene le cartine, e non amo affatto chiedere 🙂 eheh.
    Mi ha molto colpito la storia della sincronizzazione del ciclo, interessante e quasi stupefacente.

    Io all’anima ci credo, però ogni tanto penso se non sia una di quelle cose messe lì solo per spiegare ciò che non siamo in grado di spiegare.
    Mi chiedo a volte cosa sia esattamente e da dove venga la coscienza di essere vivi.
    Forse è più semplice vivere e basta che farsi queste domande, ma anche solo stordirsi un po’ con questi strani pensieri mi risulta così affascinante.
    Ragionare sulla propria esistenza, una specie di meta-ragionamento.
    E forse per questo impossibile da concludere.

    1. Io all’anima ci credo, però ogni tanto penso se non sia una di quelle cose messe lì solo per spiegare ciò che non siamo in grado di spiegare.

      A me fa un altro effetto: il fatto che la scienza non riesca a spiegare determinate cose, mi da ulteriore prova dell’esistenza dell’anima.
      E da qui si entra in un altro percorso del labirinto che sono questi argomenti, che mi fa venire in mente uno dei pochi libri che non ho portato a termine, ma che prima o poi finirò, di ZIchichi: “Perchè io credo in colui che ha fatto il mondo”. Zichichi, smentisce e ribalta tale contrapposizione: “Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l’esistenza di Dio” .

      io non sono in grado di dare delle certezze, mi piace ragionare su queste cose, ma soprattutto leggere su questi argomenti, e mi piace spaziare tra gli autori più scientifici a quelli più filosofici, o religiosi. (anche se mi capita di non capirli del tutto e lasciare i libri a metà…:-P

      1. Tornando un attimo sulle tue parole, devo dirti che non ho una mia idea del tutto definita riguardo Zichichi, ma lo vedo criticato da molte parti della comunità scientifica.
        In particolare, ho letto di come sia contrario alla teoria di Darwin, portando come motivazione il fatto che non sia dimostrata matematicamente. Gli hanno però fatto notare come nella biologia ci siano molte cose che non lo siano, ma essa sia considerata una scienza.

        A ogni modo, riguardo Dio, non mi pare che la scienza tenti di affermarne o negarne l’esistenza, visto che la scienza si basa e studia ciò che è osservabile. E anche se la creazione della materia viene al momento spiegata col Big Bang, questo non implica la non esistenza di Dio, in quanto non è chiaro chi abbia “creato” la materia iniziale. Certo la scienza non segue le Sacre Scritture, ma per come la vedo io esse sono solo un modo semplice di spiegare cose complicate, e non vanno prese alla lettera.

        Per me il fatto che la scienza non riesca a spiegare determinate cose non vuol dire né che esistano né che non esistano, ma che è opportuno rimanere sulla posizione “non so”.

        Anche io lascio a volte i libri a metà, perché credo che non ti devi forzare se vai avanti con difficoltà, altrimenti va a finire che ti può passare la voglia di leggere.
        Magari in un secondo momento ci sarà modo di completare le nostre mancate letture.

  3. Fino a poco tempo fa ero un fautore della teoria non mia, ma contenuta nel primo capitolo di un libro uscito negli anni settanta (lo so, sono “maturo”) secondo la quale la natura e la vita sono governate dalla legge del.. caos.
    Cioè, in pratica è tutto un gran casino.
    E per venirne fuori?
    Fortuna, nient’altro che fortuna.

    1. Qual’era il libro Aquila?

      Fino a poco tempo fa..quindi ora non sei più fautore di tale teoria? Che invece è quella del libro che cito. Però l’autore dice che la differenza non la fa tanto la fortuna, quanto la costanza e la perseveranza:

      E’ per questo che le persone di successo in ogni ambito sono quasi sempre membri di uno stesso gruppo: il gruppo delle persone che non si arrendono.

      1. Trattasi di “SUPERNATURA” di Lyall Watson, 1^ edizione del 1974 (credo sia uscita una 2^ edizione alcuni anni dopo).
        “Le attività della vita sono governate dalla seconda legge della termodinamica. Questa legge afferma che lo stato naturale della materia è il caos e che tutte le cose tendono a esaurirsi e a diventare casuali e disordinate.”
        “Ogni tipo di ordine, sia pure semplice come la disposizione di atomi in una molecola, è innaturale e avviene soltanto per incontri fortuiti che rovesciano la tendenza generale.”
        Inquietante, secondo me…
        Io, come dire, con il passare degli anni mi sono convertito alla legge della sfiga, ecco.
        Comunque quando porto a spasso l’elefante il libro me lo prendo su. Non si sa mai che incontro qualcuna alla quale prestarlo…

  4. Mi sono sempre chiesto se la dichiarata “accessibilità” di certi libri scientifico/divulgativi sia solo uno specchietto per vendere, o sia fatta in buona fede, con l’allegra faciloneria di chi, conoscendo la materia, trova che un po’ meno rigore qua e là basti a rendere meno ostico un argomento che rimane complesso ed astruso.
    Ma, restando nel tema del libro che ti ha colpito, la seconda frase nella citazione che lo sintetizza – “… la società non è governata da leggi chiare e fondamentali come lo è la fisica.” – è in realtà un’affermazione solo parzialmente vera. O, se preferisci, è sostanzialmente vera solo al livello dei cosiddetti ‘grandi sistemi’ (noi stessi, gli oggetti nella nostra vita di tutti i giorni, il mondo in cui viviamo come individui). Non vale invece al livello dei singoli atomi, o delle particelle ancora più piccole che li compongono, dove le leggi della fisica smettono di essere deterministiche, e diventano solo un fatto di probabilità statistica.
    E questo dà luogo ad un parallelismo affascinante, perché così come non è possibile prevedere realisticamente il comportamento del singolo essere umano (donna o uomo), ugualmente non è possibile prevedere posizione e movimento del singolo atomo. Tant’è che una branca della fisica si basa dal secolo scorso su un meraviglioso “principio di indeterminazione” (Heisenberg), che ai miei occhi è tanto avvincente quanto lo è la relatività del tempo rispetto alla velocità con cui gli oggetti si muovono nello spazio (Lorentz).
    Ma si può immaginare un parallelismo ancora più affascinante spingendosi all’estremo opposto perché, così come non c’è dubbio che gli oggetti tangibili del nostro mondo ‘reale’ siano sottoposti a leggi della fisica tanto deterministiche quanto implacabili, allo stesso modo anche il comportamento delle grandi masse di persone sembra divenire in qualche modo ‘statistico’, e perciò prevedibile ed influenzabile, come da qualche decennio gli studi di sociologia stanno dimostrando.
    Il che probabilmente non annulla la realtà e l’unicità del singolo individuo. Ma rende forse un po’ ‘scivolosa’ e più fragile ogni ricerca di certezze. Ed è una cosa che un po’ dà da pensare…

    1. @Giovanni

      è vero che Heisenberg ha stravolto la visione deterministica della fisica a livello atomico, però quando si descrive il comportamento atomico secondo leggi probabilistiche, mi pare che se ne stia comunque dando una descrizione mediante leggi “fisse”, solo che il risultato che esse danno non è un singolo risultato ma un insieme di possibili risultati. Non c’è determinismo in senso stretto, ma nemmeno casualità nel senso più ampio

      C’è comunque da dire che qui, in questi commenti, non abbiamo distinto determinismo “conoscitivo” da quello “esistenziale”.
      Intendo che i ragionamenti degli scienziati si riferiscono sempre alle osservazioni che si possono fare, ma non è detto che le leggi che se ne deducono descrivano realmente ciò che succede.
      Ad esempio, Heisenberg dice col suo principio che non è possibile determinare nello stesso istante posizione e velocità di una particella con precisione a piacere, perché la stessa osservazione determina perturbazione di essa.
      Sì, però, dico io, questo indeterminismo è dovuto all’osservazione, ma la particella, “se nessuno la guarda” :), è deterministica?
      Questa domanda non ha troppo senso in quanto è inutile parlare di ciò che non possiamo osservare, però a livello logico il senso secondo me ce l’ha.

      Insomma, secondo me si torna al discorso della potenziale mancanza di strumenti logici e concreti che ci consentano certe osservazioni, e come dimostrano secoli di scoperte rivoluzionarie, ciò che si può dire è in effetti solo “per ora sembra così”.

  5. Mi fa molto piacere leggere i vostri approfondimenti sull’argomento.
    Mi ritengo fortunata a poterlo fare, perché in effetti non credo di essere in grado di poter portare un arricchimento con ulteriori concetti, soprattutto da un punto di vista della fisica.

    Quel che recepisco io da ciò che avete scritto è che è più probabile la casualità rispetto al determinismo..
    Perché anche se la sociologia o la biologia possono spiegare determinati comportamenti umani, questo non vuol dire che gli eventi che ci accadono (perché poi è da questo punto che eravamo partiti), siano determinabili e/o prevedibili precedentemente, né con la matematica, né con la fisica, forse con la statistica, ma su questo anche ho dei dubbi.
    Posso provedere chi vincerà le elezioni (forse anche perché la massa è influenzabile) ma, per esempio, non se vincerò un concorso fotografico spedendo una sola foto, forse avrò meno probabilità di vincere, ma non vuol dire che non possa succedere.
    Le reazioni, poi, dei singoli individui di fronte alle medesime situazioni, quelle neanche si possono prevedere, l’unicità degli esseri umani, no non sarà mai annullata.

    @Aquila, sii cauto, che magari trovi una tipa che lo leggerà tra almeno tre anni, non te lo renderà mai e poi parlerà di te sul suo blog.

  6. Pagina 24, da riga 15 a riga 19.
    Avendo studiato “Teoria dei fenomeni aleatori” all’università, tenenfo conto dei concetti di EVENTI INDIPENDENTI (prodotto di probabilitá) e di EVENTI DISGIUNTI ( somma di probabilità), essendo la probabilità<1 , mi risulta difficile capire l'affermazione citata.
    Se qualcuno mi spiega mi aiuta grazie.

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