Vita di PI – Pubblico Impiegato – riflessioni 1

Quando ho visto per la prima volta la presentazione del film”vita di PI” mi è venuto in mente che PI fosse l’acronimo di Pubblico Impiego.

Sì mi rendo conto la tristezza dell’associazione di idee, ma c’è anche dell’ironia celata e soprattutto dell’Autoironia.

Sì, sono una PI: pubblica impiegata.

O meglio, sono una privata impiegata in un carrozzone pubblico: Strana creazione tipicamente italiana per aggirare il concorso pubblico.

Non è che disdegni questo impiego ho solo paura che il mio cervello perda completamente ogni funzione vitale.
Ho la sensazione (dopo 11 anni di PI) che, anno dopo anno (oddio sono troppo ottimista meglio dire mese dopo mese) io abbia perso alcune funzioni dei lobi frontali situati nell’area della neo corteccia.

(immagine tratta dal sito: mednat.org).

A quanto dicono i lobi frontali sono le strutture che organizzano il comportamento in sequenze logiche ed in serie temporale.

Ecco, a proposito di logica:
ogni processo aziendale cui ho assistito, o partecipato, in 11 anni di (dis)onorata carriera di PI, era composto da un insieme di attività la cui interrelazione era priva della più elementare logica.
A lungo andare non essendo essa necessaria è stata recepita dal mio cervello come bersaglio, e, come tale da eliminare, ha quindi iniziato a produrre anticorpi specifici.

Ma io non mi arrendo! Sto cercando di combattere l’instaurazione della memoria immunologica contro la logica (!), non si sa mai dovessi riuscire a cambiare lavoro potrebbe ancora servirmi!

Inoltre, questi utili lobi inibiscono risposte automatiche inappropiriate agli stimoli ambientali.
Ed anche a questo riguardo la situazione è preoccupante:
nella vita di PI spesso gli stimoli ambientali sono provocati dalle colleghe, dai loro sguardi che ti percorrono da testa a piedi e da piedi a testa ogni qual volta ti incontrano in corridoio, tali sguardi sono finalizzati ad analizzare come sei vestita, come sei truccata, se sei ingrassata, se sei dimagrita, se i capi sono di marca, se sono taroccati, se hai una carie, se dalla radiografia si evince se le tue ovaie sono ancora fertili…

Quale reazione si può avere a questi imput ambientali se non una serie di “risposte automatiche inappropiriate”?

È non è finita qui, ciò che desta la mia preoccupazione è anche la perdita graduale dell’intelligenza generale, anche meglio nota come: fattore “g”.

Ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, dell’Università dello Iowa, della University of Southern California di Los Angeles, del Centro Medico Universitario di Hamburg-Eppendorf (Germania) e della Universidad Autonoma de Madrid hanno indagato i substrati neurali di 241 pazienti con lesioni cerebrali focalizzate, attraverso una mappatura a voxel lesione – sintomo.(fonte:brainfactor.it).

Risultato dello studio:
hanno trovato associazioni significative tra “g” e settori circoscritti e network distribuiti nelle cortecce frontali e parietali, etc…
Insomma da quel che ho capito lesioni sui lobi frontali provocano effetti significativi negativi su “g”.

Ecco, io lo sentivo, lo sentivo che il fattore “g” lo stavo perdendo.

Per fortuna c’ho ancora il punto “g”!

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