A come amore – forse un giorno sarà bello ricordare tutto questo

Pensavo come alle volte la vita possa sembrare irriverente e lesiva, ma si rivela invece sensibile e celebrativa.
Ti si presenta lì all’improvviso con la sua dose di ironia e sta a te poi deciderne il gusto, amaro o dolce.
E alle volte l’assurdità di determinate situazioni ti dona una certa euforia rivitalizzante.

Perché a me è successo, mi è successo che mi è venuto tanto da ridere di fronte al riesumarsi di una vicenda successa un quarto di secolo fa.
Mi ha fatto ridere per l’assurdità della situazione e mi ha fatto ridere perché ho scoperto che quell’episodio era stato scomposto dai miei enzimi, una parte assimilato come sostanza nutritiva e riutilizzabile per esperienze future ed una parte espulsa come rifiuto tossico.

Non pensavo che ce l’avrei fatta.

All’epoca avevo circa 15 anni, sì la maggior parte dei ricordi ora sono un po’ confusi e annebbiati, e solo alcuni episodi sono vividi.

Non ricordo come l’ho scoperto, né tantomeno quale è stato il giorno in cui l’ho saputo.
Ora mi appare come se fosse stato un giorno qualunque all’improvviso, dopo la sveglia della mattina.
C’è vento e piove, non fa altro che piovere, il caffelatte è pronto e mio padre ha una relazione con un’altra donna, va bene due cucchiaini di zucchero per me e mi sa che oggi metto anche il cappello perché fa freddo, ah sì e con chi e da quando?

Credo di ricordare che lui ne avesse parlato con mia sorella, per chiedere consiglio, o per metterla a conoscenza.
Ricordo perfettamente chi è lei e la sua fisionomia dell’epoca, mio padre è una persona cui parte un treno ogni dieci minuti e quella era la volta dei viaggi, così aveva preso una piccola quota dell’attività di lei.

La ricordo perché all’epoca io volevo fare l’attrice e lei dice che aveva uno che conoscevo un altro che stava nel giro insomma mi sono ritrovata più volte in un gruppo di comparse per film che questo tipo organizzava.
Ricordo il mio atteggiamento distaccato nei suoi confronti.
Ricordo che proprio non mi andava a genio, ma non so mica perché, perché io ancora non sapevo, sarà stato perché lei aveva una tendenza a fare la simpatica con me, la sdolcinata, l’apprensiva, troppe attenzioni non richieste.
Ricordo che quando l’ho saputo la rabbia mi è salita dal profondo e il rancore nei confronti di chi mi aveva messo in quella situazione è diventato un fuoco indomabile.
Ricordo la cena di Natale, ecco quella la ricordo.
Ricordo una telefonata e mio padre che esce di casa perché arrivano i cinesi e bisogna controllare non so quale prenotazione di quale albergo e la porta di casa che sbatte e mia madre che urla e mia zia che cerca di calmarla e la porta della cucina che si chiude alle loro spalle.
E io che però un po’ sento quello che si dicono perché i muri sono sottili e perché io sono l’unica che è rimasta fuori dalla porta e che però mia zia dice che forse è meglio che anche io sappia, e no, non devo ancora sapere, ancora no, sono ancora troppo piccola, dicono.
Ricordo poi una sera a cena e loro che litigano e mia madre che si alza urlando e urla che va ad ammazzarsi che va a buttarsi giù dal balcone. E io che non riesco a dire niente e mi chiedevo sempre che effetto mi avrebbe fatto la paura, mi avrebbe paralizzato o mi avrebbe fatto reagire?
Ecco l’ho scoperto la paura mi paralizza. Tutto. Gli arti. Il respiro. La voce. Ma l’udito no. Quello mi si amplifica e mi rimbomba.
Mi ammazzo. Mi ammazzo. Mi ammazzo. Mi butto giù dal balcone. Mi butto giù dal balcone. Mi butto giù dal balcone. Dal balcone.

Ricordo che mia madre mi ha raccontato di aver messo un santino sotto il cuscino e che pregava perché tutto si sistemasse.
Ricordo che scrivevo sul mio diario che non sapevo come facesse lei a sopportare tutto questo.
Ricordo che scrivevo che avrebbe dovuto cacciarlo di casa.
Ricordo di essermi ripromessa che quando sarei diventata grande ricca e famosa avrei portato mia madre in giro per il mondo per farle vedere tutti quei posti belli che desiderava.
Ricordo che mia madre ha iniziato ad andare in palestra, forse per sfogo o per distrazione, ricordo che è dimagrita tanto da arrivare ad una taglia 40, e che per una che da giovane era considerata una bonona formosa è tanto.
Ricordo che mi è sembrato che il tutto durasse un tempo infinito.

Ma non ricordo quando è veramente finito.

Ora mi appare come se fosse stato un giorno qualunque all’improvviso, dopo la sveglia della mattina.
C’è il sole, non fa altro che splendere il sole, il caffelatte è pronto e mio padre non ha più una relazione con un’altra donna, va bene due cucchiaini di zucchero per me e mi sa che oggi non lo metto il capello perché fa caldo, ah sì e da quando?

Ricordo che non avevo più la sensazione di essere sopra una barca alla deriva in balia della burrasca, senza comandante e scialuppe di salvataggio.

Ricordo che sono finite le urla e la tensione.

E non so se sia stata lui a lasciare lei o viceversa.

E ti dicevo come la vita possa sembrare alle volte irriverente e lesiva, ma si rivela invece sensibile e celebrativa.

Perché io mi sono ritrovata in Florida, che tu vai lì in vacanza per non pensare per prenderti quel tempo solo per te e l’ultima cosa cui pensi è che dopo quasi un quarto di secolo conosci a cena un uomo la cui sorella lavora con quella che 20 anni fa ti ha mezzo distrutto la famiglia, ha cercato di portarti via il padre, e ha fatto tanto soffrire tua madre.

E ti viene da ridere.

E infatti ridi.

Ed è un euforia surreale e imprevedibile.

Ed anche lui ride, ma non è una risata di scherno è disapprovazione nei confronti di una donna ormai 65enne che continua a vivere come quando ne aveva 40.

E scopri che tuo padre non è stato l’unico uomo alla mercé di questa signora, oltre a lui ce ne erano altri ed in contemporanea, perché lei vive così, prima ed ora.

Sorridi perché la vicenda è ora illuminata da un’ulteriore luce, sotto quel riflettore tuo padre ti appare semplicemente come un uomo, che magari l’ha saputo di non essere l’unico, che magari anche lui era in balia di una tempesta.

Sorridi perché vedi chiaramente la forza di tua madre che ha lottato per non mandare in frantumi la sua vita e quella della sua famiglia.

Sorridi perché ti riscopri a volere bene alle due persone più importanti della tua vita che durante l’adolescenza hai spesse volte disprezzato.

Ridi perché scopri che la vita è sensibile, con delicatezza ha aspettato il tempo giusto, ha aspettato che tu metabolizzassi il tutto, ha aspettato il momento in cui riproporti la faccenda proprio quando tu non hai più la vista annebbiata dalla rabbia, come quando il cielo è terso e riesci a distinguere i particolari del panorama senza confonderli.

Ridi perché scopri che la vita è celebrativa, celebra due persone che hanno sorpassato un periodo buio che li ha portati a festeggiare 43 anni di matrimonio sfidando ogni probabilità.

Revocate animos maestumque timorem mittite: forsan et haec olim meminisse iuvabit.**
Richiamate agli ordini gli animi e mettete da parte il triste timore: forse un giorno sarà bello ricordare tutto questo.

Eneide Libro I

Annunci

12 thoughts on “A come amore – forse un giorno sarà bello ricordare tutto questo

    1. Grazie per i complimenti! Sì questa situazione l’ho superata è vero…ma sono passati circa 25 anni, e per questa che ho superato c’è ne sono altre di situazioni con cui ancora non ho fatto pace. Però ora mi prendo i tuoi complimenti perché bisogna anche un po’ coccolarsi nella vita! 🙂 grazie!

    1. Aquilaaaaa! Che bello rileggerti! Dai che devi recuperare solo un mese di post e poi alcuni sono citazioni di film! Io devo recuperare due anni di tuoi post giusto il tempo in cui sono mancata! Nun je la farò 😦 ma ci proverò!

  1. I miei più vivi complimenti!
    Invidio positivamente la tua capacità di scrittura e la leggerezza con cui tratti argomenti delicatissimi. Mi sono rivisto nella storia da te raccontata solo che il nostro non è stato un lieto fine se così si può dire! La terza incomoda si è portata via mio padre allontanandolo per sempre dalla mia famiglia!
    Ma un giorno anche noi ci rideremo su!

    P.S. Mi chiamo Andrea, piacere di leggerti!

    1. Ciao Andrea, benvenuto!
      Grazie per i complimenti, me li prendo volentieri perché spero potranno darmi forza per superare altre situazioni che ancora non metabolizzo 🙂

      Mi dispiace che sia andata così ….
      Io non so poi come avrei reagito se non ci fosse stato il lieto fine…

      È un piacere leggere le tue avventure in Giappone!

  2. Quando ho capito che poteva andare così’ tu ..avevi 18 mesi ..si tu mia figlia spettatrice ancora inconsapevole di questo scenario quasi certo…allora me ne sono andata .a differenza di tua madre non amavo abbastanza mio marito per lottare.oggi tu figlia sei una bimba serena di 11 anni a cui è’ stato risparmiato tutto un dramma che non è’ mai stato.Due genitori che vivono sereni ma divisi il loro grande amore per te.lieto fine assicurato in entrambi i casi.lieta che anche tu abbia avuto il tuo .un caro saluto di mamma.

    1. Sono scelte coraggiose entrambe, ci vuole tanta forza per portarle avanti, le madri sanno quale sia la scelta migliore da prendere per i loro figli, sono contenta del tuo lieto fine. Grazie delle tue parole.
      🙂
      Un carissimo saluto a te.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...