Vita di PI-Pubblico Impiegato – Riflessioni V

Oggi il corso sulla sicurezza sul posto di lavoro. Obbligatorio per legge.
Estensore del testo unico. Ecco il nostro docente.

Il docente e il corso sono presentati da uno dei "nostri" abbienti ingegneri.
Uno di quelli da 5 zeri all’anno.

Il Processo deve esser codificato, deve avere punti di controllo.
Monitoraggio e controllo sono fondamentali.
Tutto il sistema codificato lo troviamo in dettaglio sulla nostra intranet aziendale.

Ed ecco che il nostro ingegnere ci descrive i passaggi per arrivare agevolmente al link, il tutto dal pc portatile connesso al proiettore che sgrana l’immagine dietro la scrivania del docente.

Docente il quale scopre che il decreto sicurezza che è presente sulla nostra intranet non è aggiornato.
Monitoraggio e controllo non erano fondamentali…?
Esempio tipico di efficienza di questa azienda.
Soprattutto se ne sono accorti oggi, il penultimo giorno di corso.

Intanto questi geniali e ricchi ingegneri a capo di direzioni che in un corso sulla sicurezza utilizzano slide non aggiornate, viaggiano con vetture a totale carico aziendale, compresa manutenzione, assicurazione, bolli, permessi e quindi a totale carico del popolo sovrano…sovrano…sovrano…

Gli RLS raccolgono le sensazioni che ha il personale in materia di alcuni temi e le segnalano al responsabile servizio prevenzione e protezione, che non si è neanche accorto che il decreto non era aggiornato.
Quindi sono sicura che siamo in buone mani.

Seguono una serie di slide.
Cenni rapidi.
Slide dell’organizzazione delle persone che entrano in gioco, spiegazione dell’ingegnere a 5 zeri:

"Esiste un preposto che coadiùva il responsabile".

Coadiùva?!

Tutti quei mila euro al mese e tu sei uno che pensa si dica: coadiùva!!??

Ahi ahi, poveri noi…

Cambio di docente costui viene direttamente dal ministero del lavoro.

Bene direi.

  • Chi non ha mai sentito parlare della legge 626?

Dal fondo della sala:

  • * sì! Beghelli!!*

Sempre meglio.

Quanto è importante seguire le procedure.
Noi dobbiamo bla, bla, bla…

Chi ci spiega utilizza molto il termine "purtuttavìa".
A me piace molto il suono della parola: pur tuttavia.

Scopro che sono obbligata a prendermi cura della mia salute (ah quindi è un dovere, non un piacere…), e poi sono obbligata a prendermi cura della mia sicurezza sul posto di lavoro e anche di quella degli altri. Quindi gli altri sono obbligati a prendersi cura di me.
Mi viene in mente quando in chiesa si chiede agli altri presenti di pregare per noi il Signore Dio nostro. Che io mi sono sempre chiesta se poi qualcuno veramente lo fa.

Sono obbligata a segnalare al datore di lavoro le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di protezione messi a mia disposizione.
A parte che sono l’unico tecnico dell’azienda cui non hanno dato i dispositivi di protezione, e mi chiedo se questo fatto devo interpretarlo come un segnale…vogliono farmi forse fuori?
Ma io vorrei denunciare e segnalare al datore di lavoro le deficienze di alcune persone messe a disposizione dell’azienda…va bene uguale?

Fortunatamente pare ci sia una notevole diminuzione degli infortuni sul lavoro. E questa è l’unica nota positiva del corso.

Ciascuno è responsabile della sicurezza in relazione ai propri obblighi.
Ecco questo concetto non farà mai presa qui dove lo scarica barile pieno di responsabilità è l’abilità più diffusa, a cascata dai direttori di settore, ai responsabili delle unità organizzative, alle risorse umane impiegate nella struttura, che se tocchi un foglio sulla scrivania di un altro allora lui è subito pronto a scaricarti tutta la pratica.
Ma no, stavo cercando un’altra cosa!
E non importa! Ormai l’hai toccata: è tua!
Un po’ come si faceva da piccoli con le suore: tua! Toccavi l’altro e si diceva gli passassi la sfortuna. Qui, invece, si passano le responsabilità.

Una collega si lamenta perché l’assunzione di stagisti crea un problema di sovraffollamento delle stanze.
Quindi secondo lei sarebbe meglio non prendere stagisti.
Un’ottima idea, grande esempio di solidarietà.
Simpatica collega riccioluta la tua massa di capelli mi infastidisce. Tagliateli.

Rischi: infortuni e malattie professionali.
Tra queste sulla slide però non è elencata la demenza precoce, né l’usura mentale, provocata dalla monotonia dell’impiego pubblico.
Va bene, tanto contro il logorio della vita moderna io metto un tavolino al centro della strada e mi bevo un cynar.

Nel delirio totale è uscito che il Ministro del lavoro porta jella.
Però non so dire la motivazione…mi ero distratta a fotografare gli astanti.

I comportamenti sono importanti…
Mi ricorda Nanni Moretti..che film era? O era un’imitazione? "Le parole sono importanti!".

Pericoli: caduta di materiale disposto in modo disordinato.
Dal fondo si propone come soluzione di dare fuoco alle pratiche.
Tanto è inutile archiviarle.
E purtroppo la grande tristezza è che è vero, è inutile…

DVRI. Interferenziali.
Interferenze per esempio con chi viene a fare le pulizie dell’ufficio.
Dovrebbero essere concluse alle 8 del mattino orario di entrata degli impiegati.
Sì sì proprio così.
Solitamente quando entro, mai alle 8, trovo le cape degli addetti alle pulizie impegnate nel faticoso compito dello spingere il pulsante del caffè alla macchinetta. Mentre i loro sottoposti ancora girano per i corridoi con le loro attrezzature sparse per le stanze. E quell’odore di ammoniaca che mi dà la nausea.

Ora dice che il Ministro ci farà fare arrivare ai 40 anni di lavoro prima della pensione.
Facendo un rapido calcolo…considerando i rischi del mio stile di vita del weekend …non ci arrivo a 40 anni di contributi. Ma poi si chiamano ancora contributi?
Caro Ministro, ma che ci arrivo a fare alla pensione dopo 40 anni di questa vita?
Sarò così avvilita che non riuscirò neanche a godermela, saranno così pochi i soldi mensili che non mi basteranno.

No! Per favore istruzioni su come usare la cucitrice no! Mi sento vilipesa nella mia integrità intellettiva.
Non sbattere la cucitrice sulla scrivania se questa non funziona, si rischia di rovinare l’attrezzatura!
Aiutatemi.

Il toner va messo nella sua busta e poi nel cartone apposito per lo smaltimento.

Ora si parla di corrente e io penso che supererò le correnti gravitazionali, lo spazio e la luce per non farti invecchiare e un pochino mi commuovo.

La postazione è composta da due schuko e due bipasso.
La spina che può andare su quelle prese è la spina classica o la spina piccola.
Guardi io prendo una spina media chiara, due olive e i salatini quelli di riso, un po’ piccantini. Non ricordo come si chiamino, ma li adoro con la birretta.

Breve riassunto della segnaletica.
Indicazione dei luoghi sicuri.
Mi viene in mente solo casa come luogo sicuro.

Oddio il docente stava cadendo dal palco su cui è messa la scrivania e le sedie.
E durante il corso sulla sicurezza nei posti di lavoro è il colmo.
O forse è fatto apposta per rendere tutto più credibile.
Ok, ti credo.

Ecco è tornato il nostro ingegner nababbo che coadiùva.
Ci illustra le differenze degli estintori.
Possono essere con:
Ossido di carbonio: CO2. Anidride carbonica.
CO2 è ossido di carbonio?!
Ingegnere coadiuvante dai indietro una parte del tuo stipendio e devolvilo ai liberi professionisti che in fondo sono loro che ti pagano. Non te li meriti.
E visto che ci siamo tagliati anche tu i capelli.

In caso di incendio nel momento dell’evacuazione dobbiamo farci carico degli ospiti, di eventuali persone esterne che, purtroppo per loro, hanno a che fare con noi.

Le colleghe dietro di me escogitano metodi per poter eliminare durante un incendio una collega sgradita.
Nell’archivio. In bagno. Lanciarla dalla finestra.
Io su questo prendo appunti, mi potrebbero servire suggerimenti per il futuro.

In caso di calamità è necessario mantenere la calma.
Quella che qui stiamo perdendo se non la finite con questo corso.
Sono passate 4 ore dal suo inizio.
I primi sintomi di insofferenza generale si fanno sentire.
Ora c’è sul serio pericolo di una calamità naturale.

Ora c’è l’illustrazione della procedura da seguire nel caso di presenza di un folle.
Noi li abbiamo avuti svariate volte i folli da 6 anni che lavoro qui.
Ma poi tanto folli non erano, erano solo poveri cittadini esausti di non avere riposte.
Hanno dimostrato all’interno dei nostri locali, c’è chi ha minacciato, chi si è incatenato, chi si voleva dare fuoco.

….

Mmmh sì…è la verità.

Fortunatamente mai nessuno di loro si è fatto male.

Ora a gran voce si chiede all’ing. di lasciarci andare.
E lui ci lascia andare, tronfio di essersi guadagnato i suoi 5 zeri annuali.

Annunci

2 pensieri riguardo “Vita di PI-Pubblico Impiegato – Riflessioni V

  1. Ti ringrazio per come hai scritto questo post sulle sciagure del mondo de lavoro in Italia, nonostante la drammaticità ho riso parecchio! Ne avrei anch’io un’infinità di aneddoti, mio malgrado. Quello che penso sia trasversale in tutti i settori del lavoro pubblico è la curiosa distribuzione di oneri ed onori ai responsabili: “scusi c’è una gratifica per il responsabile…” risposta “eccomi!”; viceversa “qui c’è un problema, devo far riferimento al responsabile, con chi devo parlare? ” risposta “ah non lo so, io sono responsabile di un settore simile, ma diverso”…

  2. 🙂 grazie a te!

    Sì hai descritto perfettamente un altro atteggiamento miserabile…
    Per un periodo ho lavorato con un dirigente che se la questione era spinosa firmava i documenti con un’altra grafia rispetto alla sua firma solita, per renderla irriconoscibile (secondo lui) e poterla negare in caso di problemi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...