Vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XII

Passo la tessera nei tornelli della metro come un flash mi riappare un fotogramma del sogno di questa notte risale il sapore amaro, ho sognato il mio vecchio posto di lavoro mischiato con il nuovo, senza nessun filtro le persone e i luoghi di due universi lontani si sono mischiate in un mondo onirico, mischiati insieme a coda di rospo, ali di pipistrello, Martini rosso, Campari, Absolut, un terzo – un terzo – un terzo, agitati e non schecherati, da servire con molte olive e molto in fretta.

La tessera magnetica diventava di carta e si scioglieva a contatto con la pozione, tirata fuori iniziava a bruciarsi, ma non prendeva fuoco, nessuna fiammata, lentamente i bordi venivano mangiati dal contorno nero che avanzava ondeggiante a poco a poco.

Lui è vestito con la camicia bianca e una sottile cravatta scura, ricorda i programmi sentinella, anche se io preferisco sempre il Mr. Orange di Tim Roth.

Lei non è più contenta come prima di avere un nuovo capo, non dice più finalmente un uomo così ho finito con i capi donna cui devi raccontare la tua vita privata per farti benvolere perché è più importante quella che il lavoro.

La sorte ha voluto che avessimo gli stessi capi, in sequenza prima io poi lei.

L’autoreferenzialità le ha fatto credere di avere scoperto per prima i veri segreti celati dietro alle persone.

Lei è l’esploratrice che ha scoperto come va la vita qui dentro.

Lei entra in stanza e pontifica inasprendo ancora di più gli animi, già malconci.

Lei attizza il fuoco.
Ma il suo fuoco non fa fiamme, corrode e brucia in silenzio e senza avviso.

Lei si aspettava grandi cose.
Si aspettava che un uomo fosse più semplice.
Certamente si aspettava così.
Si aspettava che un capo uomo potesse essere gestito con il suo solito atteggiamento seduttivo, quello che io mi diverto tanto ad osservare quando lei lo sfoggia indistintamente con tutti i colleghi.
È divertente vedere il suo linguaggio del corpo.

E ora?
Ora però è delusa.
Ora è in empasse.
Ora che ha scoperto che il nuovo capo non lo conquisti con la seduttività, ora non sa come fare, non conosce altro modo per rapportarsi con un uomo.
Non ha la più pallida idea di come proseguire.
La rabbia le si legge in volto.
Lei racconta altre motivazioni.

Assolutamente condivisibili, perché io lo conosco e so come sia una gran brava persona da un punto di vista umano, preparatissimo da un punto di vista professionale, ma spesso impacciato nel ricoprire un ruolo di responsabilità e di coordinamento e organizzazione di un gruppo di persone.

E sono solo venti giorni.

Ci sarà da divertirsi.

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12 pensieri riguardo “Vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XII

    1. 😀
      Non hai tutti i torti, ma preferisco rimanere nell’ignoranza nel senso di ignorare i significati onirici, perché alle volte nell’ignoranza si vive felici!
      Certo per fare sogni così … Devo amare proprio tanto il mio lavor :mrgreen: !!

      Ahahahha
      Voto x le CULInarie!

        1. Ahahhaha!
          ….dunque, purtroppo ho scoperto che oltre ad attività Culi in aria la tipa ha anche altre armi che utilizza quando le prime non funzionano, trattasi a quanto pare di “santi in paradiso” …a buon intenditor!

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