In my shoes – Pazienza

E che faccio un elenco?
Diventerebbe noioso e poi poco produttivo.
Non renderebbe il vero senso.
È che nella vita alla fine ho imparato ad avere pazienza.
L’ho coltivata piano piano.
Credo che ognuno di noi nasca con un qualcosa di default.
Io sono nata con il default di avere pazienza, anzi di dover necessariamente avere pazienza, perché le cose non mi vanno mai lisce come dovrebbero, e per raggiungere qualcosa devo sempre superare degli ostacoli inaspettati, imprevisti, piccoli o grandi che siano.
Come in un labirinto per raggiunger il centro di quello che vorrei fare devo zigzagare tra varie siepi di contrattempi, o di intoppi, trovo sempre qualcosa che mi blocca.
Stupidaggini o cose serie.
Ma io non lo dico mai.
Non me ne lamento perché mi sembra che sia normale.
Mi sembra che poi se le racconto, se racconto i contrattempi assurdi o meno, tutti mi potrebbero rispondere che è normale, tutti incontrano difficoltà.
Ma io su tutto.
Che ne so.
Che ti dico.
E se te lo dico poi entriamo nel circolo vizioso della lista e di te che mi dici ah si va beh ma questo pure mi succede a me, quest’altro è successo a mio cugino, a mia sorella, a mia zia e così via.
E infatti non ne parlo mai.
Ma ora ti vorrei solo raccontare quello che mi ha detto Ca.
Ca la mia collega, quella che x fortuna che c’è nella mia vita di PI, te ne ho già parlato altre volte.

Insomma io e Ca parliamo tanto.
Bene o male con Ca passo molto più tempo che con le persone della mia famiglia…
Direi che Ca è proprio un amica x fortuna.
E quindi io so di lei cose, lei di me altre, e ne sappiamo tante.
L’altra volta le raccontavo di questa cosa importante che io e Lui stiamo portando avanti.
Delle solite mille peripezie che ho dovuto fare e che sto facendo per raggiungere un qualcosa che per altri è stata una cosa semplicissima.
Insomma gli racconto l’ultima cosa che è successa.
Lei tace x un po’.
Poi mi guarda.

ca&&o Maria Emma, non ci posso credere.
Ma è possibile che te ne capitano di tutti i tipi?
Io non ho mai sentito tutte queste vicende strane accadute ad una sola persona!

Ecco insomma io te lo racconto non per avere una sorta di comprensione o di compassione, no!
Te lo racconto perché finalmente ho trovato qualcuno che mi ha confermato quello che pensavo, sono un concentrato di situazioni di intralcio!
Che non sono veri e propri problemi, sono intralci!
Ho sempre un qualche cosa che intralcia i miei obiettivi e devo impiegare il doppio del tempo per raggiungerli!

Insomma è consolatorio sapere che qualcuno che mi conosce bene e conosce bene le mie vicende, senza alcun imput da parte mia, abbia pensato ciò che penso io!

Però in un certo senso è un bene.
Perché io grazie a questo ho pazienza. Tanta pazienza.
L’ho esercitata per anni.
E questo è un bene.

Capita a tutti di pensare così di loro stessi?

Vedi…lo avevo detto io che non te lo dovevo raccontare.

Va bene, pazienza.


la rosa meditativa – Dalì

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7 thoughts on “In my shoes – Pazienza

  1. Invidia profonda per la tua capacità di avere pazienza. Invidia buona, s’intende. A me gli ostacoli han suscitato, sempre di più, in senso opposto al tuo, una profonda impazienza. Che è male, perchè a causa di questa insofferenza, smania e impazienza, soffro d’ansia.
    Vorrei abbatterli a mazzettate gli ostacoli, con violenza (inutilmente, scioccamente inutilmente).
    Un bacio.

    1. 😀

      Il rovescio della medaglia sta nel fatto che x questa pazienza io spesso vengo bollata come fredda, glaciale, insensibile, menefreghista, e bla bla bla!
      Mi ci è voluto del tempo…

      Una bacio anche a te

  2. Solo le persone veramente intelligenti riescono a raggiungere un obiettivo lastricato di intralci: è una capacità talmente rara. Mi sto convincendo che lasci apposta bucce di banana in giro perché in realtà ti diverti troppo a scivolarci sopra!!

  3. leggendo il titolo del post ho avuto un sussulto, se passi a trovarmi capisci il perché 😀

    le strade cosparse di intoppi sono veramente la norma, questa è una banalità solo apparente, infatti la differenza la fa il modo di percorrerle, di affrontare gli intoppi. La pazienza è certamente un “investimento” che sul lungo termine paga, pur penalizzando picchi emotivi. Personalmente vivo nella convinzione che i problemi si debbano risolvere o eliminare, MAI gestirli, ovviamente non è cosa fattibile per tutti.

    TADS

    1. Sono passata da te! 😀
      Capito!

      Scusami ma invece non mi è chiaro il tuo commento.
      Nel senso che non capisco quando dici che i problemi non vanno mai gestiti.
      Io vedo la gestione come il mezzo per eliminarli e/o risolverla. Non la vedo come qualcosa che viaggia da sola….

      A me la pazienza ha pagato molto, nel corso della vita infatti il non averla avuta sempre mi ha fatto completamente evitare gli intoppi, nel senso che ho cambiato strada e quindi anche obiettivi. Alle volte pentendomene.

      Comunque poi il discorso era anche riferito a intralci superficiali, anche a sciocchezze che ritardano, ma che innervosiscono e solo con la pazienza si possono superare.
      🙂

  4. la gestione di un problema è la negazione della soluzione,
    un problema gestito NON è un problema risolto, è un problema arginato, cronicizzato
    è una scuola di pensiero applicabile quasi a tutto, dico quasi perché certi problemi, vedi lavoro, non possono essere risolti da chi non ha il potere di farlo, però nella vita privata sì.
    spero di essere stato chiaro 🙂

    TADS

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