vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XIX

E ora te lo dico perché.
Perché ero nervosa. E quando sono nervosa preferisco parlare poco per non dire cose di cui poi mi potrei pentire.
È così che ho detto anche al mio capo quando ieri è rientrato dalle ferie.
E lui ha capito e si è ritirato nelle sue stanze.
Oggi sì, oggi abbiamo un po’ parlato, perché un po’ ho metabolizzato.
Cosa? Che qui le cose non funzionano.
Manager dei miei stivali…
Poveri noi.
Sì poi ti spiegherò meglio. Parte anche dal legislatore che ha creato questa figura del RUP e dalla nostra azienda che lo usa per cercare di scaricare responsabilità…
Ma sì che sono confusa.
E incazzata, sì ancora un po’.
Perché lo scarica barile in questo fine anno mi ha fatto vincere un incarico da RUP e solo perché ero l’unica a non essere andata in ferie e perché loro che fanno tanto i manager hanno creato una struttura che si occupa di immobili ma priva di un ufficio manutenzione, cosicché il primo che passa vince un incarico di responsabile e si accolla tutti gli oneri e pochi onori.

Bah

Che dici?
Sono diventata come il classico dipendente pubblico:

no, questo non è di mia competenza.

Oh cielo, questo mai.

Sì ne riparliamo tanto prossima settimana sarò in cantiere a seguire i lavori, avrò un po’ più tempo per parlare.

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In my shoes – E infatti non lo è

È inutile che lo pensi, anche se in realtà non lo so se lo pensi.
Non è mica facile stare dietro a quello che penso.
Non riesco mica sempre a prendere appunti e alle volte non ho supporti informatici a disposizione, non ho carta e penna e scrivo nel mio cervello e poi non mi ricordo nulla.
O mi ricordo poco.
Alle volte solo l’argomento.
E poi ributtarlo giù a freddo non viene bene come mi sembrava buono quando lo scrivevo a caldo nella mia mente.
Sapessi come me ne dispiaccio.
Per questo porto sempre con cui scrivere.
Ma non è che puoi mica metterti a scrivere sempre.
Scusa un attimo che mi è venuto in mente questo.
E allora se non prendo appunti poi lo perdo.
Ecco cerco di ripeterlo nella mia mente. E mi dico dai che questa volta lo riscrivo pari pari.
E non succede mai.
Ecco ora che riparlo di questo vorrei tanto che mi venisse in mente quella cosa che ho scritto nella mia mente quella sera.
Che poi era solo questo.
Era solo questa la cosa che ci proibivate?
Si trattava di una cosa così bella e invece ci avete fatto venire una sorta di tabù.
Mi avete fatto venire per tanti anni un grande problema.
Tanti che pensavo che fosse un male.
E invece è così bello ed è possibile che una cosa così bella possa essere un peccato ?
Non ci credo più.
Fare l’amore è una cosa bella.
Se lo fai col cuore non può essere così brutto non può essere considerato brutto.
Ma lo avevo pensato in una maniera più profonda.
Non così banalmente come mi viene ora.
Ma ora mi viene così e così te lo racconto.
Non poteva essere come dicevano loro. E infatti non lo è.

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