Vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XXIII

Ti volevo chiedere una cosa, però dovresti avere un po’ di pazienza che la premessa è un po’ lunga.

Direi che ognuno cià il suo.
Io il mio di carattere un po’ l’ho migliorato.
Giusto un po’. Che mica è facile sai.

Ho pensato tante volte che il lavoro mi abbia aiutato ad avere meno paura di dire quello che penso.
Si perché oltre la mia timidezza in famiglia c’è sempre stata questa tendenza a non dire: meglio non dire, meglio che rimanga in famiglia.

Quindi ho sempre avuto un po’ timore di dire a voce alta ciò che penso anche tra ambienti familiari figuriamoci in un ambiente lavorativo.
Questo ha sempre dato l’impressione che io abbozzassi su tutto che qualsiasi cosa a me sarebbe andata bene.
Ripeto, un conto è in famiglia, ma sul lavoro – per come l’ho capito io, ma non è detto che sia giusto – è meglio parlare.
Certo, bisogna vedere in che modo si dicono le cose.

Così a poco a poco ho superato, non del tutto, ma in gran parte, la paura di dire quello che penso.
Ora questa cosa, ultimamente intendo – ora che è da un bel po’ di tempo che sono assolutamente stufa del mio lavoro – ma che non riesco a trovarne un altro e il tentativo di un progetto alternativo è fallito – ora che sono arrivata al limite della sopportazione del tipo di lavoro, della maggior parte dei miei colleghi – che sembra che vivano in un altro paese – ora, dicevo, la situazione mi è quasi sfuggita di mano…

Ecco io ora non riesco a contenermi, sto perdendo quasi completamente i filtri e mannaggia a me parlo troppo.

E alle volte mi chiedo come il mio capo faccia a sopportarmi, non deve essere facile.
E alle volte penso come faccio io a sopportare lui, non è affatto facile.

Ormai sembra quasi io non perda occasione di manifestare questa insofferenza, che scaturisce anche dal lavoro che mi assegna, e dal tipo di immobili che mi assegna da quando ho cambiato servizio, e quindi da fine Aprile da Vita di PI – Riflessioni XI .

Che tu dici immobile e allora pensi subito ad una bella casa o ad un bel palazzo.
Eh no cara mia mica sono solo quelli gli immobili.

Ed allora qualche tempo fa ho chiesto al capo, anzi gli ho detto che non capisco perché a me sono mesi che capitano sempre immobili del tipo:

  • Marciapiede del paesino in provincia di … Due ore di macchina.
  • Parte di terreno costituente il bordo stradale della larghezza di 50 cm e la lunghezza di 12 km, in provincia di…. Un’ora e mezza di macchina.
  • Porzione di terreno in proprietà per una quota di 1/4 il che vuol dire interagire con i restanti proprietari che di solito sono sparsi per l’Italia e sicuramente non si vogliono mettere d’accordo su cosa fare con le loro quote di proprietà e qualsiasi cosa succede la colpa è tua, in provincia di … Un’ora e passa di macchina.

E poi vedi gli altri colleghi a cui capitano i castelli, i palazzi di fine ‘800, le dimore di lusso …

Oppure relazioni del tipo:

  • Risposta alla lettera dell’avvocato tal de tali che tutela gli interessi di tizio contro di noi …

Capo io sarei un architetto, non un legale…

Quindi che fai non vuoi lavorare? Sai che non importa la qualifica, qui devi saper fare tutto.

Ecco, siamo proprio lo specchio dell’Italia capo, sarà per questo che non andiamo avanti perché si danno incarichi a caso indipendentemente dalle competenze professionali, i tecnici fanno i legali e i legali i tecnici. Poveri noi.

*Maria Emma! *

Sì, capo non ti preoccupare ora vado di là e divento l’avvochitetto, che tanto rende l’idea.

Allora tempo dopo sono riandata e gli ho chiesto se magari si poteva fare a rotazione.
Non dico capo che non mi voglia occupare di questi immobili, dico che se facciamo a rotazione sentirei meno la sensazione di aver fatto un passo indietro di vent’anni quando ho iniziato la gavetta negli studi di architettura…

Servito a qualcosa dici?
Beh no, ecco, non è servito a nulla.
O almeno non a quello che pensavo io.
Sto ancora aspettando la rotazione.

E aspettando mi ha affidato, il 30 novembre, la redazione di una ventina di relazioni tecniche da consegnare il 20 dicembre.
Capo, ma il Decreto Legge prevede la scadenza a 60 giorni.
Sì, ma il grande capo le vuole tutte pronte prima che se ne vadano in ferie tutti il 20 dicembre.
Okay…anche se io in ferie a Natale non andrei…

Che se ne fai una al giorno…
Ma anche il sabato e la domenica hai contato, capo?

… se i documenti da riordinare, capire e riportare nella relazione non iniziassero, per ogni immobile, dal 1969 o giù di li, allora forse si potrebbe …
Se poi non si considera tutto il giro burocratico che fanno i documenti, l’ufficio A scrive al B che poi riscrive al servizio competente dell’ufficio B, che con i suoi tempi chiede le autorizzazioni agli uffici C e D, per poi riscrivere a B che riscrive ad A … Per circa 44 anni.
Ecco allora si in 20 giorni le fai.

Dici?

Ah beh io poi sono testarda eh!
Cavoli, se lo sono e così tra la polvere delle scartoffie più vecchie di me ho tirato fuori 20 relazioni per il 19 dicembre.

Risultato?

Sono ancora lì alla firma del gran capo.
Sì è marzo…

Dopo?
Dopo c’è stato l’incarico cortesemente conferitomi il 24 dicembre di cui ti ho parlato qui.
Che mi pare inutile ritornarci sopra ora.

Dopo?

Dopo il nulla.

Che per un po’ e anche piacevole, ti vedi quello, cerchi quell’altro, ma poi …
Poi il cervello quasi ti va in pappa.

Dipende sempre da come si è fatti, dal carattere.

Ed io con il mio di carattere quasi esplodo.

Ho perso il filo, vedi, il cervello è in pappa.

Ah come fa a sopportarmi il mio capo mi sono chiesta, perché la reazione al nulla è come la quiete prima della tempesta, ma che dico è la tempesta dopo la quiete.

E allora parlo.
Ed esterno l’insofferenza di far poco.
E non tollero più.

E il mio capo, data questa tempesta, mi ha detto che lui non sa proprio come prendermi.
Ha detto che con questo mio atteggiamento alle volte gli ricordo Michonne.
Chi è Michonne?
Lei di the walking dead, con il katana.
La versione odierna della sposa di kill Bill.

Ecco.. Non sa come prendermi, dice che non sa mai quando impugnerò il katana.

Ma insomma, mi hai ascoltato fino ad ora e io te ne sono grata.

E quindi arrivo alla domanda:
Ma secondo te questo messaggio mandato dal mio capo dopo che sono uscita dall’ufficio:

  • volevo dirti che mi farebbe piacere poter condividere qualcosa oltre il lavoro – faccetta con le guance rosse –

…cos’è ?
Gli è forse venuta in mente un’assurda, chimerica, illogica, impensabile, insensata, infondata idea su come mi vorrebbe prendere?!

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14 pensieri riguardo “Vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XXIII

  1. La colpa è dei gestori telefonici che ti fanno pacchetti con i messaggi illimitatai e allora ti sembra uno spreco tutto quel ben di dio inutilizzato, così inizi a mandare messaggini a casaccio, con guanciotte rosse annesse. Secondo me non ci sta provando, sta solamente dando soddisfazione alla Vodafone.

      1. Ecco, io per esempio ho anche le telefonate illimitate…sto tutto il giorno a comporre numeri a casaccio. Oggi mi ha risposto un pastore di Nuoro che vive in un kibbutz…mi ha venduto 5 chili di pecorino. Oh Mary…ti avviso…se parto per la tangente sarai costretta ad abbattermi.

  2. Allora, io fossi in te accetterei.
    Poi, quando dopo il pre-cena, la cena e il dopo-cena, il tuo capo pensasse di estrarre il katana, io glielo prenderei e ci farei dentro un nodo, così stretto che per il prossimo utilizzo dovrà aspettare il passaggio della cometa di Halley… :mrgreen:

    1. 😀
      Buongiorno !
      E che il katana sia con te !
      Può sempre tornare utile…
      No! Non in quel senso lì che avevi detto tu nella risposta al mio post!
      Nel senso di kill Bill, capito no?

      Vabbé buona giornata, vado a prendere il caffè che mi sento un po’ confusa 😛

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