Cenere

Rileggo le bozze antiche del mio blog, quelle mai pubblicate, quelle che poi le rileggo e le sistemo e le pubblico, ma poi le rileggo e non le sistemo e non le pubblico.

Perché?

Perché leggo solo cattiveria.

Traspira da quelle parole un livore nei confronti della maggior parte delle persone che ho incontrato lungo il cammino.

Incapace di mantenere una relazione interpersonale sana scrivo riversando la mia bile su chi incontro.

All’inizio dello scritto i toni sono pacati, distaccati, quasi flemmatici.

Analizzo la situazione da lontano.

Ma più rivivo la situazione più i miei toni diventano irruenti, impetuosi e impietosi, fino a che non mi immergo completamente in quello che è successo e sprofondo in un abisso di rancore che ribollendo fuoriesce e parole incandescenti eruttano e come lava inarrestabile colano sul soggetto del mio scritto carbonizzandolo all’istante e di lui non rimane che cenere così come ciò che rimane dei miei rapporti interpersonali: cenere.