Citazioni da “Shantaram” di Gregory David Roberts


Avviso di Maria Emma:
Questa è una raccolta dei pensieri, delle frasi, delle parole che più mi hanno colpito in questo libro.
Siete assolutamente liberi di copiare le citazioni sotto riportate, ne sarò lusingata, questo non può che far piacere al mio ego, ma vi chiedo cortesemente di citare la fonte e quindi il mio blog.
vi chiedo anche gentilmente di lasciare un commento o anche un “mi piace”, o il link al vostro blog, o al vostro sito, così, per ricambiare e far sapere che siete stati qui.
Grazie.

L’anima non ha cultura, non ha nazione.

L’anima non ha colore, accento, stile di vita.

L’anima è per sempre.

L’anima è una.

E quando il cuore prova un momento di verità e di dolore l’anima non sa restare immobile.

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E’ pericoloso perché è molto difficile resistere a chi ti ascolta.

Essere ascoltati è la seconda cosa migliore al mondo.

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Il fato ci domina completamente con due eccezioni: il fato non ha potere sul nostro libero arbitrio e non può mentire.

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Le Parole nel silenzio ronzante suonarono come pietre scagliate su una tettoia metallica.

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Era una forma di angoscia, unita alla rabbia sorda e stoica che lampeggia negli occhi di chi compie un lavoro ripetitivo.

Quel venditore ambulante mi aveva fissato con occhi urlanti ed ero stato costretto a fermarmi come se lui mi avesse posato una mano sul petto.

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Gli uomini brutti covano un oscuro sentimento nei confronti di quelli belli non è proprio odio, ma è qualcosa di più di una semplice antipatia.

E’ un sentimento irragionevole e immaturo naturalmente, ma è sempre in agguato, si cela tra le lunghe ombre proiettate dall’invidia.

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A volte per vincere devi saperti abbandonare.

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Uno dei motivi per cui abbiamo un terribile bisogno d’amore, e lo cerchiamo disperatamente, è perché l’amore è l’unica cura per la solitudine, la vergogna e la sofferenza.

Ma alcuni sentimenti si nascondono così profondamente nel cuore che solo la solitudine può aiutarti a ritrovarli

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Alcune verità sono così dolorose che solo la vergogna può aiutarti a sopportarle.

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Alcune circostanze sono così tristi che solo la tua anima può riuscire a urlare di dolore.

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Nella vita di ognuno di noi esistono molti inizi, punti di svolta, creati dalla fortuna dalla volontà e dal fato.

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Cominciai a frugare tra le rovine del mio cuore per ricostruire un riparo in mezzo alle macerie.

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Credo che ognuno di noi debba guadagnarsi il proprio futuro.

Penso che il futuro sia come tutte le altre cose importanti, bisogna guadagnarselo.

In caso contrario siamo senza futuro.

Se non ce lo guadagniamo, se non ce lo meritiamo, dobbiamo vivere nel presente più o meno per sempre.

O peggio, dobbiamo vivere nel passato.

Penso che l’amore sia proprio questo: un modo per guadagnarsi il futuro.

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La saggezza è solo intelligenza privata della sua forza.

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Sembrava il volto di una ragazzina, senza i solchi profondi che di solito lasciano i compromessi

e le decisioni difficili della vita.

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E’ il perdono che ci rende unici.

Senza perdono non esisterebbe la storia.

Senza la speranza del perdono non esisterebbe l’arte, perché l’arte in qualche modo è una promessa di perdono.

Viviamo perché possiamo amare e amiamo perché sappiamo perdonare.

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Al destino piace combattere ad armi pari e ci manda avvertimenti che percepiamo, ma immancabilmente rifiutiamo di ascoltare.

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Possiamo negare il passato, ma è impossibile sfuggire ai suoi tormenti, perchè il passato è un’ombra che mormora e ci segue passo dopo passo, segue la verità di ciò che siamo fino alla morte.

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Esiste una verità più profonda dell’esperienza ma che sta al di là di ciò che vediamo, persino di ciò che sentiamo.

E’ una categoria di verità che separa ciò che è profondo da ciò che è soltanto razionale: la realtà della percezione.

Di solito questa categoria di verità ci fa sentire inermi, e capita che il prezzo da pagare per conoscerla,

come il prezzo da pagare per conoscere l’amore, sia più alto di ciò che i nostro cuori sono in grado di tollerare.

Non sempre la verità ci aiuta ad amare il mondo, ma senza dubbio ci impedisce di odiarlo.

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A volte la fortuna consiste semplicemente nel trovarsi nel posto giusto al momento giusto, proprio come a volte l’ispirazione è fare la cosa giusta nel momento giusto.

Sono due possibilità che ti capitano solo se svuoti il cuore da ambizioni, scopo e progetti e ti abbandoni completamente al momento magico che ti offre il destino.

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Pensavo a un altro fiume, un fiume che scorre in ognuno di noi, qualunque sia la nostra patria. E’ il fiume del cuore, il desiderio del cuore.

E’ verita pura, essenziale: ciò che ognuno di noi è, ciò che ognuno può ottenere.

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“Mi spiegherò meglio. Nulla di ciò che appare è come lo vediamo. I nostri occhi mentono. Tutto ciò che ci sembra reale è solo un’illusione. Nulla esiste come vorremmo credere. Né lei, né io, né questa stanza. Nulla.”

Continuo a non capire.

“Mettiamola in un altro modo. Le forze della creazione, l’energia che anima la materia e la vita che crediamo di vedere intorno a noi, non possono essere misurate, pesate, e neanche collocate nel tempo. In una certa forma l’energia è costituita da fotoni di luce. Per i fotoni anche il più piccolo oggetto è uno spazio aperto e l’intero universo non è che una macchia di polvere. Ciò che chiamiamo mondo è solo un0idea. L’universo che conosciamo, dal punto di vista della luce – a livello fotonico – non è reale. Nulla è reale. Capisce ora?”

“Non proprio. Se tutto quello che pensiamo di conoscere è sbagliato – o, se preferisce , un’illusione – come possiamo agire, vivere, rimanere sani di mente?!”

“Mentiamo” – disse Khaderbhai con un guizzo divertito negli occhi color ambra. “Un uomo sano di mente è soltanto uno che sa mentire meglio di un pazzo. Lei e Abdullah siete fratelli. Io lo so. Invece i suoi occhi mentono, le comunicano che non è vero. E lei crede alla bugia perché è più facile.”

“E’ così che restiamo sani di mente?”

“Si …[…]”

“No”- mentii – “mi dispiace, ma non sono d’accordo. Non è possibile che una cosa diventi reale solo credendo che sia vera.”

“Non ho detto questo” – replicò paziente Khaderbhai – “Sostengo solo che la realtà – come la vede lei e la maggioranza della gente – non è altro che illusione. Esiste un’altra realtà, oltre a quella che percepiamo con gli occhi. La può raggiungere solo con il cuore, non c’è altro mezzo.”

“Il suo modo di vedere le cose è piuttosto sconcertante. Dire quasi caotico, non le pare?”

Sorrise ancora.

“All’inizio è strano pensare nel modo giusto. Ma ci sono alcune cose che possiamo conoscere e che ci danno delle certezze. È abbastanza facile, se vuole glielo mostro. Per conoscere la verità deve solo chiudere gli occhi”.

“Tutto qui?”

“Si, basta chiudere gli occhi. Possiamo conoscere Dio, per esempio, o la tristezza. Possiamo conoscere i sogni e l’amore. Eppure nulla di tutto ciò è reale nel senso ordinario, come le cose che crediamo di vedere nella realtà esterna. Non possiamo pesare o misurare Dio, la tristezza, i sogni, l’amore. Non possiamo studiare le particelle che li costituiscono in un acceleratore atomico. Per questo sono possibili”.

***

Ma il fato – sa cos’è il fato? In urdu si dice Kismet – ci domina completamente, con due eccezioni :

il fato non ha potere sul nostro libero arbitrio e non può mentire.

Gli uomini mentono, in particolare a se stessi, ma il fato no.

***

“Cos’è la verità?”

“La verità è che non esistono uomini buoni o cattivi.

Sono le azioni ad essere buone o cattive.

Gli uomini sono soltanto uomini: è quello che fanno o evitano di fare che li guida al bene o al male.

La verità è che un istante di amore autentico, nel cuore di qualsiasi persona – il più nobile o il più malvagio degli uomini – possiede lo stesso fine, la stessa evoluzione e lo stesso significato, ed è come una gemma fra i petali di loto della sua passione.

La verità è che ognuno di noi, ogni atomo ogni galassia e ogni particella di materia nell’universo si sta muovendo verso Dio”.

***

E’ con la sofferenza che mettiamo alla prova il nostro amore.

La giustizia deve essere equa e portare al perdono.

Non c’è giustizia finchè utti non siamo soddisfatti, persino quelli che ci hanno fatto un torto e meritano una punizione.

Non dobbiamo soltanto punire o colpevoli, dobbiamo cercare di guidarli alla salvezza

Era la donna più bella che avessi mai conosciuto. Era come un’alba nel deserto: ricolmava gli occhi di bellezza e mi lasciava senza fiato.

Chi non sorride può essere molto affascinate. Preferisco sempre un cipiglio sincero ad un sorriso falso.

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Gli occhi verdi screziati da increspature dorate come le acque di una barriera corallina,

risplendevano di quella luminosa intensità che di solito è segno di intelligenza o di sofferenza o di entrambe.

**

Sono innamorato di te.

“no, non è vero!” scattò e fu come ricevere uno schiaffo.

“non posso farci niente. E’ da molto tempo che…”

“smettila!” Mi interruppe di nuovo. “Non è vero! No! Dio quanto odio l’amore!”

“non si può odiare l’amore Karla” dissi ridendo garbatamente per cercare di risollevarle l’umore.

“Forse no, ma di sicuro può darti la nausea. È una tale arroganza amare qualcuno…e ce n’è già abbastanza in giro.

C’è troppo amore al mondo. A volte penso che il paradiso sia un posto dove tutti sono felici perché nessuno s’innamora mai degli altri.”

Lo sai che non mi piace essere scontenta

La contentezza è un mito – replicò Karla – che hanno inventato per farci comprare le loro merci.

Madame Zhou scoppiò a ridere. Era una risata gorgogliante, bronchiale. Il tripodi risata che dà la caccia alle cose divertenti finché non le lascia stese a terra, senza vita.

Ondeggiava lievemente, seduta sulle ginocchia, con le mani in grembo e gli occhi chiusi. Mentre la guardavo, scoppio a piangere.

Le lacrime scivolavano dalle palpebre chiuse come i grani di un rosario.

Alcune donne piangono facilmente. Le loro lacrime cadono delicate come fragranti gocce di pioggia primaverile, e lasciano il viso luminoso, pulito, quasi raggiante.

Altre donne piangono con violenza, e tutta la loro bellezza si scioglie nell’agonia delle lacrime.

Il volto di Karla, percorso dalle lacrime era deturpato dal tormento.

*

Sofferenza, vediamo un po’.

Penso che sia una questione di scelta la sofferenza non esiste, de si è abbastanza forti da negarla.

Un uomo forte può dominare i propri sentimenti fino al punto che riesce quasi impossibile farlo soffrire.

Quando proviamo dolore, un dolore fisico, ma non solo, significa che abbiamo perso il controllo.

Perciò direi che la sofferenza è una debolezza umana.

Bene, bene, però la tua interessante idea mi stimola una domanda. Da dove viene la forza di cui hai parlato?

La forza? Tutti sanno che..bè ma cosa intendi dire?

Niente amico mio, ma non è forse vero che, almeno in parte, la forza deriva dalla sofferenza? Che le difficoltà ci rendono più forti? Che un uomo che non ha mai conosciuto un dolore autentico non riesce ad avere la stessa forza di chi lo ha patito? Ebbene in questo caso ciò che affermi equivale a dire che dobbiamo essere deboli per soffrire, e dobbiamo soffrire per ssere forti. Dunque occorre essere deboli per essere forti?

Sì forse c’è del vero in quel che dici. Comunque io resto convinto che sia una questione di forza e debolezza.

Non sono completamente d’accordo con ciò che ha detto il nostro fratello Majid – intervenne Abdul Ghani – tuttavia è senz’altro vero che in qualche misura possiamo dominare il dolore, non credo che tu lo possa negare Khaderbhai.

Direi che è diverso per ognuno di noi – rispose Abdul Ghani – ma accade quando cresciamo, quando diventiamo adulti e ci lasciamo alle spalle la puerilità delle nostre lacrime giovanili. Credo che imparare a dominare la sofferenza faccia parte del processo di crescita. Quando crediamo, e capiamo che la felicità è rara e si consuma in fretta, rimaniamo delusi e feriti. La misura della nostra sofferenza rivela quanto ci ha segnati questa amara constatazione. La sofferenza, in altre parole, è una forma di rabbia. Ci ribelliamo furiosamente contro l’ingiustizia del nostro destino triste e disperato. Questo bruciante rancore, capite, questa rabbia è ciò che chiamiamo sofferenza. Devo aggiungere che questo ci porta inevitabilmente alla maledizione dell’eroe.

[..]

Vedi Lin Abdul ha una sua teoria prediletta, è convinto che per alcuni uomini certe qualità: un grande coraggio, per esempio, siano come una maledizione che li costringe a compiere atti disperati. E’ la maledizione dell’eroe una forza che spinge a sminare caos e violenza.

[…]

Io so che la sofferenza è verità – disse piano Khaled a denti stretti – io so che la sofferenza è la punta lacerante della frusta

e so che la non-sofferenza è il manico della frusta nelle mani del padrone.

Khaled mio caro amico – si lamentò Abdul Ghani – hai almeno dieci anni meno di me e

ti considero come un fratello minore, ma devo dirti che è un pensiero deprimente e stai guastando il piacere che ci ha dato questo buon charas.

Se fossi nato e cresciuto in Palestina sapresti che c’è gente che è nata per soffrire. Per loro il dolore non cessa mai, neanche per un attimo. Sapresti dove nasce la vera sofferenza: nello stesso luogo in cui nascono amore, libertà e orgoglio. Ed è lo stesso luogo dove muoiono quei sentimenti, quegli ideali. La vera sofferenza non cessa mai, anche se fingiamo che non sia così. C’illudiamo che finisca, sperando che i bambini smettano di piangere nel sonno.

[…]

Penso che nostro fratello Khaled abbia ragione, almeno dal suo punto di vista – esordì Farid a voce bassa – ma io penso che la felicità sia una cosa reale, che esiste veramente, ed è proprio la felicità che fa impazzire la gente. E’ così stana e potente che ci fa ammalare, come un morbo. E la sofferenza è ciò che cura l’eccesso di felicità…

[…]

Comunque sia a me interessa il tuo parere Khader, ti prego spiegaci cosa pensi della sofferenza.

[…]

Dunque in linea di massima credo che la sofferenza sia il modo in cui mettiamo alla prova il nostro amore. Ogni atto di sofferenza, non importa se piccolo e live oppure grande e terribile è a modo sua una prova d’amore. Il più delle volte è anche una prova del nostro amore verso Dio.

….

Io credo che quando si parla di sofferenza occorre tenere presente due punti che riguardano il piacere e il dolore. Il primo è che dolore e sofferenza sono collegati ma non sono la stessa cosa. Il dolore può esistere senza sofferenza ed è anche possibile soffrire senza provare dolore.

Esiste una diversità tra dolore e sofferenza: ciò che impariamo dal dolore per esempio, che il fuoco scotta ed è pericoloso – è sempre individuale, mentre ciò che impariamo dalla sofferenza ci affratella, ci fa sentire parte della razza umana. Se sperimentiamo solo dolore, senza sofferenza, ciò che impariamo serve solo a noi stessi. Il dolore senza sofferenza è come una vittoria senza battaglia: non impariamo ciò che ci rende più forti, migliori o più vicini a Dio.

[..]

E l’altra parte, quella sul piacere?

[..]

È una specie di ribaltamento la sofferenza è come la felicità vista al contrario. Sono immagini speculari: l’una non ha un reale significato, non esiste senza l’altra.

Mi dispiace non capisco – disse timidamente Farid –

Ecco – disse con gentilezza Khaderbai – prendi la mia mano per esempio. Posso aprirla distendere le dita e mostrarti il palmo in un saluto o appoggiartela amichevolmente sulla spalla. Immagina che questa sia la felicità. Se invece stringo le dita a pugno, potrei minacciarti, colpirti, farti del male. Immagina che questa sia la sofferenza. I due gesti sono opposti per forma e potenzialità, ma la mano e la stessa. La sofferenza è felicità capovolta.

    […]

  • Non esiste nulla che si adatti al palmo di un adulto come la mano di un bambino. Nulla sembra più naturale e nulla risveglia maggiormente il nostro istinto protettivo.

  • Mi sembrò di vedere i suoi pensieri che scendevano piano piano verso il basso, nell’azzurro degli occhi, come i fiocchi di neve dentro a quelle sfere di vetro che vendono i negozietti di souvenir.

  • Non so cosa mi spaventa di più: il potere che ci schiaccia o la nostra infinita capacità di sopportarlo.

  • Raramente l’amore ascolta la verità e il buon senso.

  • ..Alle volte amiamo anche se ci rimane solo un filo di speranza. A volte piangiamo senza lacrime, ma con tutto il nostro essere. In fondo è tutto qui: l’amore e i suoi obblighi, il dolore e la sua verità. Non ci è concesso altro. Possiamo solo resistere fino all’alba di un nuovo giorno.</p

  • Ogni volta che agiamo, pur se con le migliori intenzioni, ogni volta che interferiamo con le cose del mondo, rischiamo di provocare un disastro che forse non dipende da noi, ma che non si verificherebbe senza il nostro intervento. </p

  • La notte era il mio sonno tormentato che faceva agitare il mare in sogni gonfi di desiderio…

  • …nulla è più doloroso o patetico di un grande amore vissuto a metà.

  • Gli innamorati si orientano grazie a queste confidenze, a queste rivelazioni: sono le stelle che ci permettono di navigare nell’oceano del desiderio. È gli astri più luminosi sono affanni e sofferenze. Il regalo più prezioso che puoi fare a chi ami è la tua sofferenza.

  • È per consentire le piccole vittorie del cuore, dello spirito e della volontà che a volte si mette a repentaglio l’involucro fisico che li ospita.

  • La conoscevo bene. La crudeltà è una forma di vigliaccheria. La risata crudele è il pianto dei codardi quando sono insieme agli altri, e causare dolore è il loro modo di nascondere la propria angoscia.

  • La colpa è il manico di un coltello che ci puntiamo addosso; spesso l’amore è la sua lama, ma è l’angoscia che la tiene affilata, e non di rado è proprio l’angoscia che alla fine causa la nostra rovina.

  • Nella parte migliore di ognuno di noi si cela sempre un po’ di presunzione.

  • Una volta qualcuno mi ha detto che se trasformi il tuo cuore in un’arma, prima o poi finisci per usarla contro di te.

  • Presto o tardi il destino ci fa incontrare tutte le persone che possono farci capire ciò che non dovremmo mai diventare. Prima o poi incontriamo l’ubriacone, il perdigiorno, il traditore, la mente crudele, il cuore pieno di odio. Ma naturalmente il destino trucca i dadi, perché di solito amiamo o proviamo pietà per le persone di quel genere. È difficile disprezzare chi ti ispira pietà, o evitare chi ami.

  • Karla un giorno disse che gli uomini rivelano ciò che pensano quando distolgono lo sguardo, e ciò che sentono quando appaiono esitanti. “Per le donne”, aggiunse, “è vero il contrario”.

  • Quando sei innamorato non badi quasi mai al vero significato di ciò che ti dice il tuo amore, perché sei inebriato fino all’estasi dal modo in cui lo dice. Ero innamorato dei suoi occhi, ma non leggevo ciò che vi era scritto. Amavo la sua voce, ma non udivo la paura e l’angoscia che esprimeva.

  • Quando la colpa e la vergogna per il male che abbiamo fatto esauriscono la loro forza di inerzia, sono le buone azioni compiute che ci possono salvare. Tuttavia i momenti più oscuri delle nostre azioni continuano a emergere strisciando dall’ombra, e non è facile distaccarsene. Il cammino verso la redenzione è più impervio se il bene che abbiamo compiuto è macchiato da una vergogna segreta.

  • Si dice che è impossibile tornare sui propri passi, e ovviamente è abbastanza vero. Tuttavia è vero anche il contrario. Bisogna tornare sui propri passi, ed è un’esperienza inevitabile, anche se ci si sforza di resistere con tutte le proprie forze.

  • …né la vergogna, né la crudeltà caratterizzano la razza umana. È il perdono che ci rende unici. Senza perdono la nostra specie si sarebbe distrutta in una serie di faide senza fine. Senza perdono non esisterebbe la storia. Senza la speranza del perdono non ci sarebbe l’arte, perché l’arte è in qualche modo un gesto di perdono. Senza il sogno di un perdono non ci sarebbe amore, perché ogni atto d’amore è in qualche modo una promessa di perdono. Viviamo perché possiamo amare e amiamo perché sappiamo perdonare.

  • Possiamo negare il passato, ma è impossibile sfuggire ai suoi tormenti, perché il passato è un’ombra che mormora, e ci segue passo dopo passo, segue la verità di ciò che siamo, fino alla morte.

  • La pietà è la parte dell’amore che non chiede nulla in cambio, e per questo ogni atto di pietà è una specie di preghiera. È i morti esigono una preghiera. Il cuore silenzioso, la cupola in rovina del petto svuotata dal respiro, gli occhi spenti come moccoli di candela richiedono una preghiera. I morti sono come templi in rovina, e se i nostri occhi si inoltrano tra quelle macerie dovremmo provare pietà, dovremmo pregare.

  • Tutti i momenti della vita in cui le nostre urla laceranti rimangono inespresse reclamano e ottengono un angolo nascosto nel nostro cuore. È lì che gli amori, come elefanti feriti, si trascinano per morire indisturbati. È il luogo in cui l’orgoglio si concede il balsamo del pianto.

  • Ogni cosa che percepiamo con il tatto, il gusto, la vista o anche solo con il pensiero, ha un piccolo effetto su di noi. Certe percezioni hanno un effetto così infinitesimale che non riusciamo a notarlo. Certe emozioni, come l’esultanza per una vittoria, o il dolore per una pena straziante, e alcune immagini, per esempio il tuo volto riflesso negli occhi di un uomo che hai appena pugnalato, rimangono nella galleria segreta e ti cambiano la vita.

  • Non era la vergogna […]. Era qualcosa di diverso, un’emozione così anomala che ho impiegato anni per riuscire a rendermene conto: l’invidia. Era l’invidia che aveva fissato quell’immagine nella mia mente. […] Khaderbhai una volta mi disse che se invidi qualcuno per i motivi giusti sei a metà strada nel cammino per la saggezza. Spero che si sbagliasse. Spero che la buona invidia porti ben oltre, perché è passata una vita dal giorno in cui vidi Anand in prigione, e ancora invidio la sua quieta comunione col destino e la desidero con tutto il mio cuore imperfetto, il mio cuore che continua ad avanzare a fatica lungo una strada impervia.
  • Diventi un vero uomo quando riesci a conquistare l’amore di una donna, a ottenere il suo rispetto, e riesci a fare in modo che si fidi di te. Fino a quel momento non sei un vero uomo.

  • Personalità e identità sono come coordinate nella piantina di una città tracciate dall’intersecarsi delle nostre amicizie. Sappiamo chi e cosa siamo grazie ai punti di riferimento delle persone che amiamo e dei motivi per cui le amiamo.

  • Ci sono persone che riescono sempre a suscitare la nostra pietà, anche se poi ci sentiamo stupidi e proviamo rabbia per come ci siamo comportati. Sono per così dire i canarini nelle miniere dei nostri cuori. Se quando ci piantano in asso smettiamo di provare pietà per loro, è il segnale che c troviamo in seri guai.

  • Per alcuni le lacrime sono peggio delle botte. Certi uomini soffrono più per i singhiozzi che per i calci e le bastonate. Le lacrime nascono nel cuore, ma alcuni di noi negano la sua esistenza così spesso e così a lungo che quando il cuore riesce a parlarci è come se fosse trafitto non da una, ma da cento pene strazianti. Sappiamo che piangere è una cosa buona e naturale. Sappiamo che non è un segno di debolezza, ma di forza. Eppure il pianto strappa una dopo l’altra le nostre radici aggrovigliate nella profondità del sottosuolo, e alla fine ci schiantiamo come un albero divelto dal terreno.

  • Dopo un’ora, quando finii la piccola tazza di zuppa, mi sorrise per la prima volta, e il suo sorriso fu come un raggio di sole sugli scogli dopo una burrasca estiva.

  • Il mio cuore era un prigioniero che picchiava contro le pareti della mia mente.

  • Mi sentii intrappolato nel labirinto roccioso del suo cervello allucinato.

  • La certezza che si ha quando senza bisogno di spiegazioni si capisce che un amor è finto, o un’amicizia è fasulla.

  • Ci fu un silenzio greve, il genere di silenzio assoluto, rotto solo dal proprio respiro, che si imprime nella memoria più di un fragore assordante.

  • Se dimostri a un uomo quanto siano vane le sue speranze, uccidi la parte luminosa e piena di fiducia dentro di lui che desidera essere amata.

  • Mi avevano mentito e tradito, lasciando una piaga informe nel luogo in cui avevo riposto la mia fiducia. Non li rispettavo più e non potevo più provare nessuna simpatia per loro, ma continuavo ad amarli. Non avevo scelta. Lo compresi perfettamente, mentre ero in piedi in mezzo a quella distesa desolata di neve. Non puoi distruggere l’amore. Neanche l’odio riesce a distruggerò. Puoi distruggere la passione, la tenerezza, la sollecitudine, o magari puoi neutralizzare questi sentimenti trasformandoli in un cupo rimpianto, ma l’amore vero e proprio non puoi distruggerlo. L’amore è ricerca appassionata di una verità diversa dalla tua; se lo vivi in modo sincero e totale l’amore è eterno. Ogni atto d’amore ogni impulso del cuore verso l’esterno, è una parte del bene universale: è una parte di Dio, o di ciò che chiamiamo Dio, e non può mai morire.

  • Cercai di controllare la paura che mi ghermiva lo stomaco vuoto e provava ad allungare i suoi artigli verso il cuore protetto dalla gabbia del torace.

  • La paura e la tensione delle ultime settimane erano svanite nel momento stesso in cui avevamo deciso di combattere. Non era il gioioso sollievo di chi sa di essere in salvo. Era un’emozione diversa, un’emozione che conoscevo. L’avevo già vista sul mio volto guardandomi allo specchio in cella, la notte prima della mia disperata evasione. L’avevo vista negli occhi del mio compagno di fuga. Era l’euro ria di uomini pronti a tutto, che rischiano lavora o la morte con un lancio di dadi.

  • Compresi che non avevo più bisogno della loro sagacia, perché non mi serviva a niente. Tutta l’intelligenza del mondo non avrebbe potuto impedire alle mie viscere di torcersi dalla paura. Quando sai di essere in punto di morte l’intelligenza non ti serve a niente. Alla fine il genio è inutile e l’intelligenza è vuota. L’unica soluzione – ammesso che esista – Può venire da quello strano miscuglio di esperienze ed emozioni profonde, di luoghi e tempi lontani che di solito chiamiamo saggezza.

  • qualunque cosa tu decida di fare nella vita, dalla con coraggio, e non potrai sbagliare di molto.

  • Sentii lacrime calde che scorrevano sul mio volto gelato e mi bruciavano i tagli sulle labbra screpolate. Sentii i singhiozzi nel petto come un fiume che fruscia e gorgoglia contro rocce levigate dalla corrente.

  • L’alba incendiò il cielo. Sulla pianura lontana le nubi spinte dal vento avvampavano per i primi baci ardenti del sole mattutino.

  • Esistono solo coraggio, paura e amore. E la guerra uccide questi sentimenti, uno dopo l’altro. La Gloria appartiene a Dio, naturalmente, è questo il vero significato del mondo. E non si può servire Dio con un fucile.

  • …la ferita guarì e il dolore poco a poco scomparve proprio come svaniscono i ricordi, simili alle sagome del paesaggio su una sponda lontana inghiottita dalla nebbia.

  • Ogni porta è un passaggio che conduce in un altro tempo, oltre che in un altro spazio. Ogni porta è una via di accesso al passato di un luogo e al suo futuro che si dispiega incessantemente. Un tempo la gente aveva una profonda, ancestrale consapevolezza della sacralità delle porte. In ogni cultura dall’Irlanda al Giappone, esiste l’antica tradizione di decorare i portali di ingresso, e di salutarli con riverenza. Feci due passi avanti allungai la mano destra, toccai lo stipite della porta, poi mi sfiorai il petto sopra il cuore. Era un Salaam al destino, e un omaggio agli amici e agli a mici morti che erano entrati lì dentro insieme a me.

  • Per un istante ci fissammo negli occhi, e ognuno di noi cercò di leggere le espressioni mutevoli dell’altro, come un indovino che decifra il significato di un pugno di ossicini sparsi davanti a sé.

  • La miglior vendetta, come il miglior sesso, si consuma lentamente e con gli occhi aperti.

  • Quando mi avvicinai capii che lo sguardo maligno non era rivolto a me. Fissava con odio e disprezzo un punto del proprio passato, un luogo, una persona o un evento che le bloccavano la mente come la catena di un orso ballerino.

  • Le mani flosce e inerti erano appoggiate in grembo come oggetti spinti su una spiaggia deserta dalla risacca.

  • Era il tipo di bellezza che nasce dalla somma delle parti più che da un tratto particolarmente notevole, un tipo di bellezza che colpisce gli occhi più del cuore, e che si guasta in fretta se non è vivificata da una qualità interiore.

  • La parte di me che aveva desiderio di vendicarsi era identica alla donna che avevo davanti gli occhi. La guardavo e sapevo di guardare il mio futuro, il mio destino, se non fossi riuscito a cancellare il desiderio di vendetta dal mio cuore.

  • Come spesso accade il senso di colpa mostra solo una faccia della verità.

  • Sentii la pietra della vendetta cadere dalla mano vibrante di odio che voleva scagliarla.

  • Perché già da quel momento il futuro di sangue a cui ci aveva condannato il tradimento di Abdul Ghani cominciava a insinuarsi nelle nostre vite, come un bocciolo di rosa che a causa della siccità sparge anzitempo i suoi petali scarlatti fra le crepe di un terreno arido e infecondo.

  • La virtù riguarda ciò che facciamo e l’onore il modo in cui lo facciamo. Si può combattere una guerra in modo onorevole e mantenere la pace in modo riprovevole. Nella sua essenza l’onore è l’arte di essere umili.

  • Quelle tre parole rimbombarono nelle fredde pareri del mio cuore, e la valanga della mia sofferenza cominciò a tremare, si staccò e prese a rotolare con una forza travolgente.

  • Adesso so cosa mi stava accadendo, cosa mi stava travolgendo, cosa stava per consumar si fino quasi a distruggermi. Dieder aveva un nome per quello stato d’animo: dolore assassino, l’aveva chiamato. È il genere di dolore che resta in agguato e ti attacca di sorpresa, senza preavviso e senza pietà. Ora so che il dolore assassino può nascondersi per anni e attaccare all’improvviso, nel giorno più felice, senza un motivo particolare.

  • Non lo capivo perciò provai a combatterono come di solito i combattono la pena o lo sconforto. Ma è impossibile sconfiggere il dolore assassino, soggiogarlo alla tua volontà. Il nemico ti segue passo dopo passo, conosce ogni tua mossa ancor prima che tu la faccia. Il nemico è nel cuore straziato e quando colpisce non può fallire il bersaglio.

  • Ho un amico – disse alla fine Lisa – è un’artista, uno scultore. […] L’ultima volta che sono passata da Jason stava lavorando ad una nuova idea. Riempiva di gesso degli imballaggi vuoti, usava la plastica con le bollicine che usano per avvolgere i giocattoli, o i pezzi di polistirolo per proteggere i televisori, hai presente? Bene, lui li chiama"spazi negativi". Li usa come stampo e crea delle sculture. Aveva centinaia di oggetti nel suo studio…forme fatte con porta uova, blister di spazzolini da denti, la plastica sagomata di una confezione di cuffie stereo…
    …camminavo nel suo studio guardando tutte quelle sculture bianche e ho pensato: "è esattamente ciò che sono io. È ciò che sono sempre stata, per tutta la vita. Spazio negativo. Sempre in attesa di qualcuno, o di qualcosa, sempre in attesa di un sentimento reale che mi riempisse e mi desse una ragione…"

  • Lasciai che Lisa piangesse per tutti e due. La lasciai vivere e morire per tutti e due nelle storie dolci e interminabili che raccontavano i nostri corpi. Poi, quando le lacrime cessarono, la sua bellezza ci avvolse, una bellezza quieta e generosa, una bellezza che apparteneva a lei soltanto: nasceva nel suo cuore coraggioso e prendeva forma nella verità del suo amore e della sua carne. E quasi funzionò.

  • Non è facile voler bene a una persona che non riesci a perdonare.
    È peggio amare una persona che rifiuta il tuo amore, ribatté Lisa.

  • Lo strinsi forse, allacciando le mani dietro la sua schiena […] percepii la voce che mi trasmetteva dal suo petto al mio come una risonanza oceanica, come onde che di notte continuano a infrangersi su spiagge di sabbia umida e compatta. Con gli occhi chiusi, stretto a lui, galleggiai sulle nette acque del dolore che avevo provato per la sua scomparsa, per la mia solitudine. Avevo il cuore stretto in una morsa di paura, temevo di essere impazzito, che fosse davvero un sogno, un incubo e strinsi il mio amico finché sentii le sue mani forti che mi allontanavano delicatamente.

  • "i silenzi possono ferire come una frustata." Scrisse il poeta Sadiq Khan. Eppure a volte rimanere in silenzio è l’unico modo per manifestare la verità.

  • il mantello del passato è fatto con il tessuto delle emozioni della nostra vita e cucito con i fili enigmatici del tempo. In genere non possiamo fare altro che avvolgercelo attorno alle spalle per tranne conforto, o trascinarcelo dietro mentre ci sforziamo di proseguire il nostro cammino. Ma tutto ha una causa e un senso. Ogni vita, ogni amore, ogni azione, ogni emozione e pensiero hanno una ragione e un significato. E a volte riusciamo a vederli. A volte vediamo il passato con tale chiarezza, e le parti che lo compongono ci appaiono con tale limpidezza che ogni cucitura del tempo rivela il suo scopo, il messaggio che contiene. Nella vita di ognuno di noi – poco importa che sia vissuta nell’abbondanza o nella miseria – nulla porta più conoscenza del fallimento e più chiarezza del dolore. E nella minuscola, preziosa saggezza che otteniamo, quei nemici temuti e odiati – dolore e fallimento – hanno diritto e ragione di esistere.

  • E in lei l’amore era meraviglioso. Era un cielo limpido che donava con gli occhi, un mattino d’estate che elargiva con il sorriso.

  • In quegli anni di esilio molte – troppe – emozioni positive che provavo rimanevano chiuse nella cella del mio cuore: una cella con alte pareti di paura, una piccola finestra sbarrata di speranza, un duro letto di vergogna. Adesso non è più così. Ho imparato che bisogna saper cogliere ed esprimere a parole i momenti di affetto e sincerità, perché potrebbero non ritornare mai più. Se rimangono inespressi, accantonati e inutilizzati avvizziscono, e quando, dopo troppo tempo, la mano del ricordo vorrebbe coglierei, si sgretolano fra le sue dita.

  • Poche cose sono disarmanti come una spontanea manifestazione di autentica cordialità da parte di una persona che, senza averne un valido motivo, hai deciso che non deve piacerti.

  • Provai solo un senso di vuoto. Un vuoto che era tristezza, ma non sofferenza; pena, ma non disperazione. Mi sentivo in qualche modo ferito, ma anche pulito, purificato. Poi capii com’era quella sensazione di vuoto: ha un nome. Un ime che usiamo spesso, senza capire l’universo di pace che racchiude. "Libero". Mi sentivo libero.

  • Ogni battito del cuore di un uomo è un universo di possibilità.

  • Avevo sempre pensato che il fato fosse immutabile: determinato al momento della nascita e fisso come le orbite delle stelle. All’improvviso capii che la vita è molto più bella e complessa. La verità è che fortuna e sfortuna non contano, e non importa ciò che stai facendo; puoi cambiare completamente la tua vita con un solo pensiero. Con un solo gesto d’amore.

  • Perché la vita è così. Procediamo a piccoli passi. Rialziamo la testa e torniamo ad affrontare il volto feroce e sorridente del mondo. Pensiamo. Agiamo. Sentiamo. Diamo il nostro piccolo contributo alle maree del bene e del male che inondano e prosciugano la terra. Trasciniamo le oltre croci ammantate d’ombra nella speranza di una nuova notte. Lanciamo i nostri cuori coraggiosi nelle promesse di un nuovo giorno. Con amore: l’appassionata ricerca di una verità diversa dalla nostra. Con struggimento: il puro, ineffabile anelito di essere salvati. Poiché fino a quando il destino c’è lo consente, continuiamo a vivere. Che Dio ci aiuti. Che Dio ci perdoni. Continuiamo a vivere.

FINE

44 thoughts on “Citazioni da “Shantaram” di Gregory David Roberts

  1. Ho trovato un altra che tu sembra di non averla notata:All’inizio,quando amiamo veramente una persona ,la nostra più grande paura è che smetta di amarti.Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla,anche quando sarà scomparsa per sempre.

  2. Ho incontrato due volte Gregory David Roberts ed è stato un incontro sempre stupefacente. Li da realmente l’impressione di essere una persona oramai in pace con se stesso e assolutamente attento a chiunque intorno a lui. in particolare alla sua compagna che non ha mai perso di vista, durante tutte le interviste, e che interrogava con gli occhi per sapere se stava bene, a suo agio, se aveva bisogno di nulla. Insomma un personaggio veramente speciale.

    1. Non sai che emozione leggere questo tuo commento! Grazie per avermelo lasciato!
      Mi sono sentita come un adolescente quando le dicono che hanno conosciuto il suo cantante preferito…
      🙂 mi viene infatti da dire beata te, vorrei conoscerlo anche io soprattutto dopo questa tua descrizione, sono quelle persone che non conosci ma che vorresti abbracciare anche senza dire niente solo per ringraziarli delle loro parole, dell’effetto che hanno avuto su te stessa.

      Grazie elinepal.

  3. proprio oggi ho terminato di leggere questo appassionante libro,,,ed è un vero piacere scoprire che non sono l’unico ad esserne rimasto positivamente colpito!!!

      1. All’inizio, quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarci.Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla, anche quando sarà scomparsa per sempre. Perché io ti amo con tutto il cuore, Prabaker. Ti amo ancora. E a volte, amico mio, l’amore che provo e non posso darti mi toglie il fiato. A volte, come in questo momento, il mio cuore sprofonda in un abisso di pena dove non esistono le stelle, i sorrisi ed il sonno.

  4. Trova la tua iniziativa molto interessante ed apprezzo in modo particolare di leggere le citazioni riportate in questo libro scritte da un autore per cui non ho trovato “promozioni” da nessuna parte se non in rete.Ti aggiungo che sono un accanito lettore soprattutto di libri di viaggio storici,di pirati bucanieri e corsari,di tesori nascoti e/o ritrovati,d’imprese epiche di alpinismo,di storia di vele e di viaggi in mare ammirando in modo particolare Bernard Moitessier che tra tutti i marinai(e sono molti),che hanno attraversao i sette mari del globo lasciandoci testimonianze toccanti e preziose, è colui che mi ricorda molto Gregory David Roberts per vita intensa e sentimenti unici.Unica mancaza di analogia è limitata al fatto che Bernard non è mai stato un “criminale”. Ma chi sono in fondo i cattivi.Coloro che si lasciano trasportare dalla vita,che non rispettano le regole e si fanno uccide per aiutare un amico.Non so. Per questo aspetto della “vita” ho molti dubbi ma so per certo che…”I buoni la notte dormono i cattivi no!…..ma si divertono”. Mi stoppo e non annoio oltre limitandomi a rinnovarti i miei complimenti.
    Un abbraccio a chi condivide le belle cose del mondo e non ha paura di rischiare “sporcandosi” con i sentimenti.
    Grazie e ciao.
    Gianka!

    1. Ciao Gianka!
      Grazie mille per i complimenti e soprattutto per aver lasciato il tuo pensiero e avermi fatto sapee che hai apprezzato
      . Anche io sono un’appassionata di libri che narrano storie vere, cerco sempre di preferire quelli ai romanzi, perché la verità la trovo più affascinante.
      Mi stupisce in effetti che di questo libro se ne parli solo in rete, avevo letto che ne stavano girando il film, ma poi non esce nulla…
      Che dirti sul fatto che l’autore abbia un passato da criminale…che forse se non lo avesse avuto non avremmo potuto leggere un così bel libro…
      Grazie a te e ricambio l’abbraccio.
      Maria Emma

  5. Ciao Maria Emma, con il tuo lavoro è come se avessi fatto delle meravigliose foto a questo bellissimo libro. Andare a rileggere tutte quante le citazioni è come sfogliare un album e riprovare la stessa emozione avuta nel leggere queste frasi la prima volta. Complimenti bel lavoro. Grazie. Un caro saluto.
    Corrado

    1. Ciao Corrado,
      Grazie a te per aver lasciato un pensiero, mi fa molto piacere che ti sia piaciuta l’iniziativa.
      Mi è piaciuto così tanto il libro che mi è sembrato il minimo.
      E mi fa sempre piacere leggere di qualcuno che lo ha apprezzato quanto me.
      Grazie per aver lasciato un sei del tuo passaggio, 🙂
      Un caro saluto anche a te!
      Maria Emma

  6. Ho letto Shantarham nel giugno del 2010, sdraiato in un lettino della NOSTRA spiaggia oggi distrutta dal ciclone.
    L’ho mangiato, bevuto in un fiato.
    Io leggo molto ma considero questo come il più bel libro mai letto nella mia vita.
    Ora non ho il libro con me ma non posso nn ricordarmi la scena in cui Roberts, a casa di Prabaker, facendosi la doccia ha dovuto sorbirsi la sua accesa lamentela sull’uso delle “sovramutande” da usare sopra le “sottomutande”
    Unico….mi sa che vale la pena di riprenderlo in mano.
    Comunque grazie…e la prossima volta che ti incontro ti saluto di persona…

    1. Mi dispiace, mi dispiace veramente tanto x quel che è successo alle nostre spiagge ed hai detto proprio bene NOSTRE .
      Ricordo il pezzo che citi 😀
      È un libro fantastico ed è con questa raccolta che gli ho voluto “rendere omaggio” nel mio piccolo.
      E la cosa mi ha fatto anche piacere xché così facendo ho avuto occasione per rileggerlo, sì riprendilo che non stanca mai!
      Grazie per avere lasciato un tuo pensiero, e speriamo bene per il futuro del nostro territorio 🙂

  7. Ho appena finito di leggere questo fantastico libro… Un bel viaggio nella tanto amata INDIA…
    In ogni riga che lui raccontava era come se io fossi li accanto a lui, sentivo gli odori, sentivo i suoni, vedevo con i suoi occhi.
    Un giorno vorrei proprio poter vedere realmente tutto ciò che lui ha citato…
    Un grande abbraccio a chi come me ha condiviso questa bellissima e profonda avventura

  8. Grazie Maria Emma! Pensa, devo ancora leggere il libro, ma ho trovato il tuo blog grazie alla mia migliore amica che mi ha consigliato Shantaran ed ero in cerca di recensioni e commenti prima di comprarlo (un libro così non me lo faccio prestare! deve restare nella mia biblioteca!). Ciao!

      1. Ciao, sono la migliore amica di Cristina…le ho consigliato il libro x’ lo considero il più bello o meglio quello che davvero mi é rimasto nel cuore. Mi è stato regalato da un amico speciale a cui voglio molto bene e lo consiglio solo alle persone che amo e che lo possono apprezzare nel profondo. Grazie x avermelo fatto ricordare l’ho letto tre anni fa ma spesso mi trovo a riparlarne!! Un abbraccio Carla

  9. Ho letto questo libro perché me l’ha prestato la mia ragazza, ora non lo è più perché mi ha lasciato. io 48 anni le 26 non era facile ma è stato bello.
    Quindi la frase “All’inizio,quando amiamo veramente una persona, la nostra più grande paura è che smetta di amarti.Ciò che invece dovrebbe davvero terrorizzarci è che non smetteremo di amarla, anche quando sarà scomparsa per sempre.”

  10. Ho finito ora di leggere “Shantaram”, quante emozioni!…. è riusciuto a trasmettermi colori odori e anche un pò di vita di Bombay, meraviglioso!…..
    Tamara

  11. Ciao Maria Emma,
    non conosco l’autore ne l’opera ma leggendo le bellissime citazioni estratte da “Shantaram” lo leggero’ di sicuro….intanto mi godo le citazioni. Grazie di Cuore per aver condiviso tanta bellezza.

    Gian Luca E.

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