sono quella

Sono quella cui suonate quando state in macchina e io attraverso sulle strisce mentre con i pollici compongo un sms che provoca un rallentamento dell’andatura.

Sono quella cui suonate mentre state in macchina in coda perché non vado avanti subito quando la macchina davanti procede solo per un pezzetto, perché tanto credo non cambi nulla affrettarsi a raggiungerli: sempre in coda stiamo.

Sono quella cui suonate il clacson quando siete in fila semaforo rosso perché mi sto truccando in macchina, ma sappiate che un occhio è sempre vigile sul cerchio ultimo in basso e che so riconoscere al volo quando diventa verde senza bisogno di avviso né di preavviso.

Sono quella cui suonate quando state in macchina perché è un classico che la macchina davanti a voi vedendomi a passeggio con i cani si ferma per chiedermi indicazioni stradali fermando puntualmente il traffico. È che ci metto un po’ a fare mente locale però sappiate che di solito sbaglio involontariamente me ne accorgo dopo, quindi superate quella macchina perché si dovrà inevitabilmente fermare dopo poco per chiedere nuovamente indicazioni.

Sono quella che incrociate per strada e pensate che stia parlando al telefono con qualcuno con l’auricolare, ma invece no, sto proprio parlando da sola.

Sono quella che pensate stia cantando ascoltando l’iPod mentre cammina per strada, ma invece l’iPod è scarico da mesi, canto da sola le canzoni che mi rimangono in testa dalla mattina.

Sono quella che pensate > ma cosa ha da guardare questa
e invece mi sono semplicemente fissata su di voi pensando ad un’altra cosa, vi guardo ma non vi vedo.

Sono quella che discute con altre persone per strada mentre passeggia con i cani perché puntualmente accusata senza prove delle colpe di tutti i proprietari di cani che non raccolgono gli escrementi – che ho tutte le borse sempre piene di sacchetti perché voi non possessori di cani non sapete che peggio di un umano che pesta la cacchina di cane è un cane a pelo lungo che con la sua zampina pelosa pesta una cacchina di altro cane non raccolta e non sa pulirsi da solo.

Sono quella che se cerca una cosa nella borsa non la trova mai al primo colpo e inevitabilmente si accuccia poggiando la borsa per terra e iniziando a tirarne fuori il contenuto scoprendo di avere dentro cose che cercava un mese fa e pensava di avere perso.

Sono quella che al ristorante chiede che tipo di acqua minerale abbiano, perché non tutte sono buone uguali e la ferrarelle non la sopporto.

Sono quella cui, camminando sui décolleté in maniera fintamente disinvolta, il tacco le si incastra tra i sampietrini lasciandola a piede nudo saltellare per riprendere la scarpa, mentre sta attraversando la strada.

Ecco.

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In my shoes – La Tranvata

Come fosse una sveglia radiofonica, invece la musica suonava esclusivamente nella mia testa e suonava così forte che mi sono svegliata, prima dell’ora prevista gli occhi si sono spalancati al ritmo della mia mente:

ma che colore ha
…ma che colore ha

una giornata uggiosa
…una giornata uggiosa

ma che sapore ha
…ma che sapore ha

una vita mal spesa
…una vita mal spesa

Che il ritmo non sarebbe mica male, è il testo che mi distrugge.

Cosa vuoi dirmi complicatissima mente?
Che io so che sapore ha una vita mal spesa?
Può darsi di si infatti, può darsi che io lo sappia.
C’è però bisogno che mi ci svegli per ricordarmelo?
La prossima volta potresti gentilmente farlo almeno all’ora della sveglia?

Il sapore è quello del vino bianco bevuto ieri sera che si attorciglia con le mie budella innervosite dal testo, dal volume in cui il tutto risuonava, dall’orario, dal fatto che ieri sera e già veramente terminata e che il caffè ancora non è pronto perché il timer è in orario sono io che sono in anticipo.

Il colore è un insieme di quelli che indosso per portare a spasso i cani: stivali, leggins, magliettone, giacca e immancabili occhiali da sole per coprire i postumi di una serata ben spesa, tutto in un tripudio di rosso, nero, marrone, viola, blu.
È indifferente specificare a quali capi di abbigliamento corrispondessero tali colori, tanto il risultato è lo stesso: fanno a cazzotti tra loro, devo averne presi un paio sugli occhi a giudicare dal mio aspetto, quello che ho intravisto riflesso allo specchio stamattina.
Come avessi preso una tranvata.

Un ex collega – un tipo di quelli che sanno tutto loro, di quelli che ti vogliono insegnare a vivere – mi diceva che avevo preso i cani perché mi sentivo sola.
Sono quei tipi così, quelli che non sanno nulla di te, ma vogliono spiegarti come sei fatta.

I cani sono entrati nella mia vita in momenti diversi, e questi momenti corrispondevano a stati d’animo completamente opposti.
L’unico motivo per i quali sono entrati nella mia vita è perché mi sono innamorata di loro a prima vista e non gli ho neanche dato il tempo di pensare se anche loro si fossero innamorati di me, li ho raccolti e li ho portati con me.

Sì mi sono sentita sola molte volte, ed è probabile che mi ci risentirò altre volte nonostante tutto.

Ma non era questo il punto.

Che infatti ora l’ho perso il punto. Che cosa c’entra questo ex collega che mi è venuto in mente?

Non lo so, ultimamente la mia mente si comporta come vuole e io mi trovo a barcamenarmi tra le sue idee.

Io, tutti i miei colori e i miei sapori e i miei cani ci siamo ritrovati sulla via del ritorno dopo il parco a canticchiare:

> Libiamo, libiamo ne’ lieti calici, che la bellezza infiora;
e la fuggevol fuggevol’ora s’inebrii a voluttà.
Libiam ne’ dolci fremiti che suscita l’amore, poiché quell’occhio al core onnipotente va.

Sì sì cantavo!
Va bene, non so mica tutte le parole…quando non le ricordavo facevo na na na naaaaa.

Sì lo so, mi riesce meglio il valzer, lo accennavo, giusto qualche passetto.
Ma guarda che nella mia mente io sono intonatissima!

Certo che sì, il risultato era quello che era…

Il punto c’è comunque, ed è che non bisogna mai sottovalutare il buon umore che ti può provocare una semplice passeggiata con i cani!

Sono come il fiume che scorre

Sto leggendo per la prima volta un libro di Paulo Coelho: “sono come il fiume che scorre“.

Immersa nella lettura, mi è balenato in mente il modo con cui ne sono venuta in possesso.

Il libro mi è stato donato da M., un ragazzo che ho incontrato al parco mentre passeggiavamo con i nostri cani.

Come solitamente succede i cani giocano tra loro e i padroni inziano a chiacchierare.

Non so cosa io gli abbia trasmesso in quei pochi minuti di conversazione, ma qualsiasi cosa sia stata M. ha sentito il desiderio di farmi leggere questo libro. Continua a leggere “Sono come il fiume che scorre”

Bagni di pioggia

Ho aspettato davanti al computer per un pò, ho gironzolato tra i vari blog, sperando sempre di non sentire più il suono delle gocce di pioggia sul vetro della finestra.

Mi sono affacciata ogni tanto, guardando verso il lampione che illumina la mia strada per vedere meglio se il suono fosse dovuto alle gocce che cadono dai rami o alla pioggia insistente.

Nulla da fare, è ancora la pioggia.

Assolutamente non avrei nulla in contrario, io non credo di aver posseduto mai un ombrello, tranne quello che ha regalato l’azienda a noi dipendenti per il Natale 2009.

Il problemino, o meglio, il fastidio che provo nel sapere che ancora piove è l’inevitabile passeggiata che devo fare con il cane…perché a lui piace tanto la pioggia, oh come adora essere completamente inzaccherato.

Non soddisfatto della sola acqua che arriva dal cielo, per bagnarsi ulteriormente, si intrufola sotto i cespugli, si struscia allegramente sull’edera, sgrullando le foglie e permettendo alla pioggia rimasta sopra di colargli tranquillamente sul muso, sulle orecchie, sulla coda… Continua a leggere “Bagni di pioggia”

Buon compleanno

Non credevo al colpo di fulmine prima di incontrarti.

Avevo conosciuto già i tuoi fratelli, avevo guardato nei loro occhi e loro nei miei, avevo passato del tempo con loro, ma nessun battito del cuore, come quando ti ho visto, un giorno per caso.

Il tuo sguardo misto di furbizia e dolcezza, il tuo modo di camminare, di venirmi incontro mostrando senza pudore la tua gioia, un modo che mi ha contagiato.

Mi piace  passare ore con te scambiandoci coccole e carezze senza bisogno di parlare.

Mi piace il modo in cui ti accoccoli vicino a me.

Mi piace il modo in cui capisci al volo il mio stato d’animo.

Mi piace come riesci a farmi sorridere anche quando mi sembra di non averne nessuna voglia.

Mi piace osservarti quando riesci a  gioire di qualsiasi piccolo gesto che compio per te e con te.

Mi piace il modo delicato in cui mi svegli la mattina.

Mi piace quando ci mettiamo a dormire, che io sbadiglio e tu anche, io mi rigiro nelle coperte e tu ti rigiri nella tua cuccia.

Mi piace il modo in cui mi sorridi correndomi incontro quando ti chiamo.

Mi piace come ti lanci tra le mie braccia quando accovacciata le apro per accoglierti.

Mi piace vederti contento quando ti porto al mare e tu felicemente corri per giocare con le onde.

Mi piace il modo in cui approcci con chi non conosci, come sai essere delicato con chi è più debole di te e come riesci a farti rispettare da chi tenta di sottometterti.

Mi è dispiaciuto quando hai pensato che ti avessi portato dal dottore solo per procurarti un dolore, ma quel dolore era necessario per sconfiggere un male che ti avrebbe portato lontano da me.

Mi è dispiaciuto vederti soffrire e le notti insonni che abbiamo trascorso ci hanno uniti ancora di più.

Mi dispiace vedere che ora per salire in macchina devo aiutarti…purtroppo gli effetti del tempo si iniziano a vedere, ma adoro il modo in cui tu lo affronti, cercando di mettere la stessa energia di sempre in ogni tua azione.

Mi piace tutto di te, mio splendido adorato cagnolone.

Buon 12esimo compleanno!!