La grande bellezza di Paolo Sorrentino – 2013 – citazioni

+ È questo il dramma: diamo sempre il meglio con degli sconosciuti.

+ È così triste essere bravi, si rischia di diventare abili.

+ La più consistente scoperta che ho fatto alcuni giorni dopo aver compiuto 65 anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.

+ Alla mia età una bella donna non è abbastanza.

+ Quante certezze Stefania, non so se invidiarti o provare una forma di ribrezzo.

+ Stefania non ribattiamo perché ti vogliamo bene e non ti vogliamo mettere in imbarazzo, ma tutte queste vanterie, tutte queste ostentazioni seriose di io io io, questi giudizi sprezzanti tagliati con l’accetta nascondono una tua fragilità, un tuo disagio, e soprattutto una serie di menzogne. Noi ti vogliamo bene, ti conosciamo, certo conosciamo anche le nostre menzogne, ma proprio per questo – a differenza tua – finiamo per parlare di vacuità, di sciocchezzuole, di pettegolezzi, proprio perché non abbiamo nessun intenzione di misurarci con le nostre meschinità.

+ Stefà, madre e donna, hai 53 anni e una vita devastata, come tutti noi, allora invece di farci la morale, di guardarci con antipatia, dovresti guardarci con affetto, siamo tutti sull’orlo della disperazione non abbiamo altro rimedio che guardarci in faccia, farci compagnia, piarci un poco in giro…o no?

+ È una bella soddisfazione conosce tanta gente, eh?

È una garanzia di infelicità.

+ La gente ti ha deluso?

Io sono stato deludente.

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U come uomini – Andre Agassi – OPEN

Sentivo che mancava qualcosa, sì mancava qualcosa ma non capivo.
Così sono stata con questa sensazione di non riuscire a riempire un vuoto fino a che ho visto lui nella libreria di mio padre.

E il vuoto si è riempito.
Niente altro che un bel libro alle volte può riempire un vuoto.

Ho divorato la sua biografia, l’ho divorata in pochi giorni, ogni minuto libero, fino a che gli occhi non mi si chiudevano leggevo, fino a che non mi sono sentita sazia ho riletto alcuni passi anche dopo averlo finito, perché io faccio così.

E mentre leggevo ho rivissuto tutte le sue partite che ho visto, quelle dal vivo e quelle in tv.
Ho rivissuto la prima volta che l’ho visto nel maggio dell’87…
E poi sono andata su internet per rivedere quello che lui descriveva.
E poi ho anche pensato che io il tennis non lo seguo più come una volta…

Non sono brava a fare recensioni, io più che altro raccolgo citazioni per omaggiare un bel libro.

Il lato positivo – citazioni

Con lo giusto stato d’animo tutto è possibile, credo che spesso restiamo impantanati in questo stato di negatività ed è un veleno come niente altro.

[…]

Excelsior.
Lo sai cosa farò? Prenderò tutta questa negatività e la userò come carburante per trovare il lato positivo. È questo che farò e non è una stronzata. Non è una stronzata, ci vuole impegno e questa è la verità.

[…]
Fammi dire una cosa, devo dire una cosa. Ecco cosa credo sia la verità, ecco cosa ho imparato in ospedale: uno deve fare tutto quello che può, deve impegnarsi al massimo. Se fai così, se rimani positivo vedrai spuntare il sole tra le nuvole.

[…]

  • …ma la pressione…è come se…
  • Stai bene?
  • Io non sto bene ma non dirlo a nessuno. Stammi a sentire. Mi sento come se fossi schiacciato.
  • Schiacciato da cosa?
  • Da tutto, la famiglia la bambina, il lavoro, quei cazzoni dell’ufficio. Ed è come…come…come se cercasse di fare così ecco ..e poi mi sento soffocare.
  • Porca vacca!
  • Non si può essere felici continuamente.
  • Chi ti ha detto che non lo si può essere?
  • È così. Devi fare del tuo meglio, non hai scelta.
  • Non è affatto vero.
  • Non si può e basta.

[…]

Ci sarà sempre una parte di me che è smandrappata e sudicia, ma questo mi piace. Insieme alle altre parti di me stessa. Puoi dire la stessa cosa di te, fesso? Sai perdonare? Sei bravo in questo?

[…]

Magari non avrai sperimentato le merdate che ho fatto, ma godevi nel sentire parlare vero? Tu hai paura di essere vivo. Tu hai paura di vivere. Tu sei un ipocrita un conformista sei un bugiardo io mi sono aperta con te e tu mi hai giudicato sei un grande stronzo!

[…]

Senti a volte va bene con le ragazze così vogliono divertirsi e altre volte non va perché hanno un’ala spezzata e sono ferite, sono un bersaglio facile. E in questo caso, in questo particolare caso credo che quell’ala sia in via di guarigione amico mio e devi assicurarti che sia riparata e tu ti stai mettendo in mezzo è chiaro? Perché lei è sensibile intelligente è un’artista è una ragazza fantastica e tu devi averne rispetto.

[…]

  • Lo so. Ma io faccio così e lo rifaccio, lo rifaccio, lo rifaccio. Faccio un sacco di cose per le persone e poi mi sveglio e sono vuota non ho niente.

  • Ma di che stai parlando? A me sembri una ragazza tosta. Perché le cose non le fai da sola?

  • Io mi caccio sempre in queste cazzo di situazioni, io dò tutto agli altri sempre e nessuno mai..non ho mai…io..non ottengo mai quello che voglio. Capito? Non sono mia sorella.

[…]

Ti dico una cosa, so che non vuoi ascoltare tuo padre, io non ascolterei il mio, ma ti dico che devi dar retta ai segnali quando la vita ti manda un momento come questo è un peccato se non l’afferri, è un peccato se tu non lo afferri, ti perseguiterà sempre come una maledizione. Hai una grande sfida da affrontare proprio adesso in questo momento, proprio qui.

[…]

Il mondo ti spezza il cuore in ogni modo immaginabile, questo è garantito, e io non so come fare a spiegare questa cosa né la pazzia che è dentro di me e dentro gli altri, ma indovinate un po’ domenica è di nuovo il mio giorno preferito, penso a tutto quello che gli altri hanno fatto per me e mi sento tipo uno molto fortunato.

Consiglio: in lingua originale è nettamente migliore.

Senza noi stessi non c’è gusto

Luce polare - René Magritte

Tanti pensieri possono scatenare i commenti al blog, alcuni poi vanno a toccare interruttori che accendono luci all’improvviso.

Mi è capitato così con questo di Aquila.

Oltre a farmi piacere il commento in sè, mi ha fatto pensare al post Memento, ma più a fondo al fatto che spesso mi privo di me stessa nei rapporti interpersonali.

In particolar modo succede quando si tratta di un rapporto di coppia.

Tendo a modificare me stessa nel ercare di compiacere l’altra persona, le sue esigenze, piccole o grandi che siano, diventano più importanti delle mie.

Ho cercato di lavorare su questo, di migliorare questo aspetto di me stessa ed in effetti credevo di esserci riuscita, ma poi quella frase ha fatto chiarezza sulla sensazione di disagio che provavo da alcuni giorni.

Quando ho letto il commento mi sono detta: è vero senza di me non c’è più gusto.

Ricordo una parte del discorso sul matrimonio nel libro “Il profeta” di Ghibran:

“…Ma che ci siano spazi nel vostro stare insieme, E che i venti del cielo danzino tra di voi.

Amatevi vicendevolmente, ma il vostro amore non sia una prigione:

Lasciate piuttosto un mare ondoso tra le due sponde delle vostre anime.

Riempitevi la coppa uno con l’altro, ma non bevete da una sola coppa.

Scambiatevi a vicenda il vostro pane, ma non mangiate dallo stesso pane.

Cantate insieme e danzate e siate allegri, ma che ciascuno sia solo.

Come le corde di un liuto, che sono sole, anche se vibrano per la stessa musica.

Datevi il vostro cuore, ma non lo date in custodia uno dell’altro.

Perché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori.

E state insieme ma non troppo vicini:

Poiché le colonne del tempio sono distanziate,

E la quercia e il cipresso non crescono l’una all’ombra dell’altro.”

Nelle mie ultime storie ho fatto tutto il contrario, crescevo nell’ombra dell’altro.

Avevo qualcosa dentro in questi giorni, la lampadina per illuminare quello che non riuscivo a vedere è stata accesa dal commento quotato.

Ho capito di essermi messa da parte, ho messo a fuoco la sensazione che provavo, come se camminassi in un vicolo sconosciuto, avvolta da un’ombra che non mi permetteva di vedere esattamente dove mettevo i piedi.

Certo, perché non erano più i miei occhi a guardare per scegliere e condividere  il cammino da percorrere, erano gli occhi di un altro e non riuscivo più ad incrociarli alla ricerca della complicità che mi aveva fatto lasciare le redini.

Ed è proprio così: senza noi stessi non c’è gusto a costruire un rapporto interpersonale, di qualsiasi tipo esso sia, senza la possibilità di far convivere le diverse personalità la costruzione del rapporto sarà priva delle basi fondamentali che le permetteranno di resistere alle calamità naturali che si possono abbattere su di essa.