Appunti contro la singletudine – 3

Quanto consigliatomi da un’amica contro la singletudine, qui, sembrerebbe essere in contrasto con quanto affermato in questo simpatico libro:

La verità è che: Non gli piaci abbastanza” – Greg Behrendt e Liz Tuccillo –

dove nel primo capitolo : Se non ti chiede di uscire, non gli piaci abbastanza, recita così:

A noi uomini, di solito, piace andare a caccia. Amiamo la sensazione di non sapere se riusciremo ad avervi o no. E quando ci riusciamo ci sentiamo soddisfatti. Soprattutto se è stata una caccia lunga. Siamo perfettamente al corrente della rivoluzione sessuale. Sappiamo che le donne sono capacissime di governare paesi, dirigere multinazionali e tirare su bambini adorabili. Questo però non cambia la natura degli uomini.

E ancora:

Abbiamo condotto un sondaggio privo di qualsiasi attendibilità scientifica, su un campione di venti amici maschi  (di età compresa tra i 26 e i 45 anni) impegnati in relazioni serie e molto lunghe. In nessuna di queste storie è stata la donna a chiedere all’uomo di uscire. Uno ci ha pure risposto che se fosse stata lei a chiederglielo <non ci sarebbe stato gusto>.

 ….

Terzo Appunto:

3) Offrire un caffè a qualcuno che ti ispira: sì, ma che sia lui a chiederti di uscire.

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8 pensieri riguardo “Appunti contro la singletudine – 3

  1. Mai fatto il primo passo con un ragazzo!
    Forse è perchè sono troppo tradizionalista e sono dell’opinione che debba essere sempre l’uomo a farsi avanti. La donna comunque non deve cascarci subito, ci vuole un po’ di tempo per studiarsi prima di cedere 😆

  2. Giuuusto , aspettare , valutare , meditare. Questo serve.
    E poi l’unica volta in cui sono stata io a fare il primo passo è finita maluccio quindi niente.

  3. Mi piace molto la rubrica!! 🙂
    A dire il vero, pensando a tutti i tuoi elenchi di ex, l’impressione che ho è di chi non è certo impreparata! (in effetti, sei tu che stai scrivendo la rubrica!)
    A parte ciò, è vero, c’è un certo gusto nella conquista. Ma il semplice attendere della donna potrebbe esser visto anche come troppo semplicistico, però. Intendo dire che alcune donne riescono a dirti “potresti interessarmi”, ma mantenendo un certo distacco per una conoscenza… senza svendersi, come mi pare giusto dall’una e dall’altra parte. Non è una cosa affatto semplice, è questione di tempi, di parole, di modi…
    Paradossalmente quel gesto e il comportamento successivo potrebbe risultare in qualche modo intrigante.
    Promossissimo quindi il caffé con richiesta d’appuntamento della parte “avversa”, immaginando una situazione reale con approccio a estraneo totale.

    Pochi giorni fa ho sentito Fabio Volo che in radio parlava dei problemi che possono esserci con le donne, da single… e uno erano… i cani! E ho pensato a te 🙂
    Ma poveri cani!
    Diceva che quando ci sono i cani tu le chiedi di restare e lei… “no, il cane poverino è a casa, devo tornare!”.
    🙂

  4. Nella mia vita mi è capitato di fare, più o meno, il primo passo e di non farlo, è sempre andata meglio nel secondo caso.
    Mi è capitato di buttarmi a capofitto in storie senza prima aver considerato il giusto tempo per conoscersi, come mi è capitato invece di aspettare per entrare nella vita di una persona e anche in questo caso il secondo metodo è decisamente il più giusto…
    In effetti il consiglio dell’amica, veniva da una donna che single per più di un mese non c’è mai stata e che il primo passo non lo ha mai fatto…

    I cani…Fabio Volo non ha tutti i torti, spesso i cani sono motivo di “singletudine”, nel senso che molti che non li hanno fanno fatica ad entrare nei ritmi di vita delle persone che li hanno.
    Direi anche che Fabio Volo non ha preso in considerazione che il cane può anche essere un’ottima scusa per non far capire che di rimanere proprio non ci va, ed ecco che entra in gioco il cagnone che a casa da solo proprio non può rimanere, ma magari la sera prima per uscire con le amiche le sue ore a casa da solo se le è fatte… 😉

  5. Interessante la questione dell’amica mai single per più di un mese, chissà come dev’essere… cioè chissà come si trova stando da sola…

    Be’, tornando a noi, in effetti quello che dici ha senso, visto che se non fai il primo passo c’è una specie di maggior garanzia che l’interesse dell’altro sia così alto tanto da decidere di rischiare e sbilanciarsi. Insomma, non è detto che in quel caso la riuscita della possibile storia debba essere migliore, però credo che ci siano molte probabilità in più che lo sia, se tu ricambi poi l’interesse.

    Riguardo i cani, mah, diciamo che Fabio Volo guardava il cagnone dal solo punto di vista di chi non cerca il cagnone ma la padrona :-), e certo il cagnone può essere molto comodo, come la finta telefonata dell’amica che ha bisogno urgentemente della sua fidata confidente 🙂
    Riguardo invece le abitudini canine, be’, mi piacciono così tanto i cani che personalmente non vorrei che la eventuale padrona poi si ingelosisse, specie se fossero dei labrador! (non ci sono allusioni, intendo dire che ora non mi ricordo quali cani tu abbia 🙂 )

    Dimenticavo: secondo me, effettivamente, è più saggio l’approccio graduale, sia per sé che per l’altro. Non ricordo se eri tu a commentare da me sul timing… eh sì, è una cosa molto importante, che credo possa portare una storia in una direzione o nell’altra

    1. Me lo sono chiesto anche io, non credo sappia bene cosa voglia dire stare da sole…
      Boh…nel post su pillole dei miei ex racconto in breve anche di un mio ex conosciuto sul lavoro, per cui io non ero molto intenzionata vista la situazione, diciamo che l’ho tirata per le lunghw, ma poi è finita uguale…perché la realtà è che può essere che ci voglia poco per passare da single a fidanzata….ma poi per far sì che non si ritorni single… allora quella è tutta un’altra storia!!
      Ero io quella del timing! 🙂
      I cani, sono un grande impegno, oltre che un grande affetto, danno dei ritmi al quotidiano che chi non li ha può non avere voglia di condividerli.
      Soluzione: trovare qualcuno con un cane, se ha casa con giardino meglio, evitare i gattari.

      1. Ho tenuto un cane alcuni anni fa, per conto di un’amica di famiglia. Era un barboncino. Tipo una ventina di giorni. Be’, è stata un’esperienza che mi ha fatto capire cosa vuol dire tenere un cane, e certo continuativamente può diventare un po’ pesante. Ma è come con un bambino, quello che hai indietro credo ripaghi ampiamente degli impegni.
        Però il cane potrebbe andare anche negli appunti anti singletudine! Perché è un ottimo veicolo di conoscenze :-), specie al parco con altri padroni!!

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