Vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XV

Alla fine si è licenziata

La sua sopportazione era al limite.
Ma lei non era fatta per questo posto.
Entrata a 21 anni e 75 mesi a riempire file.
File che alla lunga ti compromettono la stabilità, mentale e fisica.
Perché non si può stare otto ore al giorno a riempire dei fottutissimi file per 75 mesi senza che nessuno ti dia nemmeno una pacca sulla spalla per incoraggiarti.
Non si può fare se sei un giovane che hanno assunto con l’obiettivo di formarti.
Non si può pretendere di abdicare la formazione ad un file da riempire
Non si può pretendere che un giovane sia spronato se per 75 mesi, pur svolgendo il proprio alienante lavoro senza vedere la luce al di fuori del tunnel, rimane al livello minimo del contratto nazionale.
Quando davanti a te sfrecciano ai livelli più alti senza il minimo controllo.
Non si può pretendere di appellarla come irriverente e ingrata se si lamenta che nessuno investe nella sua formazione.
Perché intanto ci servì lì e se ti lamenti puoi anche andartene perché il tuo posto lo rimpiazziamo subito con la figlia di un amico mio cui devo un favore.
Cosa vuoi la formazione?
Ti devi autoformare.
Cosa vuoi un livello in più?
Mi devi dimostrare che te lo meriti.
Come faccio a dimostrare che me lo merito se mi fate solamente compilare un file pieno di dati.
Non è sufficiente dimostrare di raggiungere e superare gli obiettivi annuali assegnati?
Come faccio se la mia più impegnativa mansione è control c e control v?
Non lo fai.
E loro hanno vinto, perché ora il tuo vuoto diventa un nuovo posto a tavola che c’è un amico in più da accontentare.

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12 thoughts on “Vita di PI – Pubblico Impiegato – Riflessioni XV

  1. e non dimentichiamo che ora è 75 mesi più vecchia e 75 mesi meno formata quindi 75 mesi più lontana dal mercato del lavoro (anche se spero abbia già un altro lavoro). In ogni caso un “in bocca al lupo” che non gli arriverà ma che merita perché per mollare ci vuole comunque una grande volontà e una grande determinazione (pensa solo alla maggior parte dei commenti di amici e parenti come se non bastasse la pressione del gesto solo).

    1. 🙂 glielo porto io il tuo in bocca al lupo!
      Si hai centrato perfettamente anche un’altra parte della questione, la pressione dei parenti, dei genitori che ovviamente vogliono il meglio per te e nella loro mente il posto fisso è la cosa migliore che possa capitati, e anche se la tua dignità è calpestata devi mandare giù il rospo, perché il momento è così.
      Anche io penso che abbia avuto un gran coraggio, penso che sia di un intelligenza toppo vivace per rimanere li, ha si qualcosa di altro nulla di sicuro, ma sai che ti dico: meglio l’incertezza e la serenità, che sembrano due cose che non si possono accompagnare, ma mica è detto.

  2. …ed è niente in confronto a quello che non posso proprio scrivere…che sembra “ho visto cose che voi umani…!” Ahhahahha
    però purtroppo…
    Questo paese non si riprenderà facilmente, o certo la ripresa non può venire dalla PA.

  3. Settantacinque mesi a riempire “fail” di dati non è mica robetta.
    Ho avuto per anni dirigenti che amavano circondarsi di persone che obbedissero ciecamente ai loro ordini.
    Ho visto ghettizzare dipendenti e quindi favorirne la rispettiva “uscita” solo perché avevano richiesto la motivazione di determinati ordini.
    E’ un metodo di lavoro quello, è una mentalità, è una procedura, è una legge, è qualcosa che si è insinuato nella vita, nei luoghi di lavoro, dappertutto. Che ha provocato disastri inenarrabili.
    In bocca al lupo alla tua (ex) collega.
    P.S.: t’hanno mai strombazzato mentre vai in bici? 😛

    1. Tutto il mondo lavorativo è paese!

      Dunque…in bici non ci vado da un bel po’ , ma mi pare di no, che non mi sia mai successo quando ci andavo! 🙂
      Poi ho abbandonato che qui mica è tutto piatto…uffa!

  4. io sono un pò più vittima del sistema “lavoro non soddisfacente”, nel senso che se si è licenziata perché ha di meglio da fare ha fatto benissimo, anzi uscendo può pure sbattere la porta (ma forse è meglio di no, che nella vita non si sa mai). ma se non ha niente da fare… ecco, forse a riempire file ci sarà stato pure qualcosa di bello no? …e me lo sarei tenuto in attesa di…
    insomma, lo so: non è così che si affronta la vita eh?!
    A

  5. Ciao!
    Sì lei ha qualcosa di altro, ma non con quella che si chiama “sicurezza” del posto fisso.
    Ecco come dicevo poco più su nei commenti io credo che per alcuni tipi di carattere una quotidianità sempre uguale sia deleteria rispetto ad una serenità che ti può dare il mettersi in discussione ogni giorno.
    Sono d’accordo che è sempre meglio non sbattere la porta, che nella vita non si sa mai.
    La questione qui si ingarbuglia anche con la realtà lavorativa di una pA incancrenita…
    Non lo so mica bene come si affronta la vita è!
    😛
    Come vedi anche io sono vittima del lavoro non soddisfacente!

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