24 Ore più una

©MEJr

Il tempo è relativo.
Ho voglia di viverlo nel momento in cui accade, non fare progetti.
Mi ha sempre fottuto il mio tentativo di fare progetti.
Mi vedevo proiettata nel futuro e poco mi godevo il tempo presente.

Non riuscivo a stare nel momento , il cervello, le idee, i sentimenti andavano al futuro e quello che vivevo era sempre levigato, schiacciato dalle mie proiezioni, non ne sentivo il sapore, lo assaggiavo ma non lo gustavo, l’aroma mi sfuggiva, le sensazioni erano tenui, gli odori erano rarefatti, i suoni soffusi.

Ora, entrando nel momento, assaporando l’attimo gli istanti che si susseguono ne riesco a sentire il sapore…l’amaro, il dolce…riesco a distinguere quando lo percepisco.

I suoni hanno tutt’altra intonazione, il loro tintinnio non è un ticchettio che ricorda il tempo che passa, ma una musica soave che ritma la colonna sonora dello scorrere delle ore.

Mi lascio cullare, stando nel tempo, stando nelle azioni e partecipo senza inibizioni, completamente.

Come è diverso, come è inebriante non dover pensare al futuro.

Non so come sarà, potrebbe non essere. Ma ora invece è.

E assaporare l’adesso mi avvolge, mi inebria, mi rende serena.

Mi piace, alle volte, non dover pensare dove mi porteranno lalcune situazioni, mi permette di viverle intensamente durante i minuti che rubo alla vita per incontrare, scoprire, sperimentare.

Ecco perchè “24 ore…più una”, perché questo è il limite che mi sono data.

Continuavo a proiettarmi nei giorni futuri, questo mi portava a concentraromi solo su di un ipotetico avvenire.

Sapendo che per me è difficile non immergermi nei sogni, ho pensato che un primo passo poteva essere quello di limitare questa tendenza di fare programmi.

Ed è per questo che mi riprometto di circoscriverla alle 24 ore, al massimo alla 25esima ora. Ogni volta che i miei pensieri iniziano a ribollire, mi chiedo se stanno, o meno, superando la soglia della 25esima ora.

Se accade li fermo, li ammanetto, alzo un muro e gli impongo di fare marcia indietro.

E’ faticoso, ma mi permette di concentrarmi su ciò che ho vissuto nelle 24 ore.

Mi dà la possibilità di assaporarlo, esplorarlo, capirlo, metabolizzarlo.

E’ paradossale come il limite imposto, mi consenta di ampliare il momento presente.

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